Tutela diversa in funzione delle dimensioni dell'azienda

D: Mi chiarite come opera la tutela in caso di licenziamento in particolare con riguardo alle dimensioni dell’azienda?

R: La tutela è diversa appunto con riferimento alle dimensioni dell’azienda: infatti a fronte di un licenziamento illegittimo eseguito da un’azienda avente meno di 16 dipendenti, si
applica in favore del lavoratore licenziato la tutela che prevede l’indennizzo, in quanto il datore di lavoro è tenuto, in base all’art. 8 della legge n. 604/66 a riassumere il
prestatore di lavoro entro il termine di tre giorni, o in mancanza, a risarcire il danno versandogli un’indennità di importo compreso fra un minimo di 2,5 e un massimo di sei
mensilità (maggiorabile fino a dieci mensilità per il lavoratore con anzianità superiore ai dieci anni e fino a 14 mensilità per il lavoratore con anzianità
superiore ai venti anni).
Qualora, accertata l’illegittimità del licenziamento, il datore di lavoro non riassuma il dipendente, egli è tenuto al pagamento non solo dell’indennità nella misura
stabilita dal giudice ma anche dell’indennità sostitutiva del preavviso. Tale indennità è incompatibile con la reintegrazione nel posto di lavoro disposta in base all’art.
18 St. Lav., mentre invece è dovuta in caso di applicazione della legge n. 604/66, per effetto della risoluzione del rapporto di lavoro (Cassazione Sezione Lavoro n. 13380 dell’8 giugno
2006, Pres. Sciarelli, Rel. La Terza).
Invece a fronte di un licenziamento illegittimo eseguito da un’azienda avente più di 60 dipendenti oppure nelle unità produttive da 16 dipendenti in poi il datore di lavoro viene
obbligato a reintegrare il lavoratore al suo posto di lavoro, corrispondendogli tutte le retribuzioni dal giorno del licenziamento illegittimo (con un minimo, in ogni caso, di 5
mensilità). Il lavoratore può scegliere di non tornare più a lavorare, ed accettare per questo un indennizzo di 15 mensilità. In questo caso, di aziende con
più di 60 dipendenti oppure nelle unità produttive con più di 15 dipendenti, si parla di tutela reale.
La differenza rispetto alla dimensione dell’azienda è dunque che al di sotto dei 16 dipendenti, è il datore di lavoro a decidere fra riassunzione o pagamento di
un’indennità. Al di sopra dei 15, il datore è tenuto al reintegro anche contro la propria volontà, ed è il lavoratore a scegliere. La seconda differenza è
nell’ammontare delle indennità.
Spetta al datore di lavoro di provare l’inesistenza del requisito occupazionale e perciò l’impedimento all’applicazione dell’art. 18 St. Lav.

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