Emma Bonino, Ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche Europee, ha espresso la soddisfazione del Governo e dell’industria italiana per la proposta, avanzata oggi a Bruxelles
dal Collegio dei Commissari, di applicare delle misure antidumping per due anni, con successivo monitoraggio, sulle importazioni cinesi di compressori ad aria che, secondo uno studio della
stessa Commissione, presentano margini di dumping del 77,9%.

La proposta della Commissione sarà ora sottoposta al vaglio del Consiglio, in vista di una decisione definitiva entro fine marzo.

«E’ una proposta che valutiamo molto positivamente, e di cui siamo grati alla Commissione. Sappiamo che la decisione é maturata non senza difficoltà» – ha osservato
Bonino – «ma il senso del dibattito in corso nelle istanze comunitarie su questi temi conferma la nostra visione che l’ uso degli strumenti di difesa commerciale rimane opportuno e spesso
necessario per riequilibrare, in presenza di dati economici concludenti, situazioni di mercato gravemente alterate da manifestazioni di concorrenza sleale».

Il Ministro Bonino, che domani sarà a Milano per la Fiera del MiPel (pelletteria) e del MiCam (calzature), ha tenuto a ricordare in questa occasione l’impatto positivo per il comparto
calzaturiero nazionale delle misure anti-dumping adottate lo scorso anno contro le importazioni sottocosto provenienti da Cina e Vietnam. Un settore che oggi ha rialzato la testa con tassi di
crescita nell’export davvero significativi».

«Il governo» – ha concluso il Ministro – «si è impegnato fin dall’inizio del suo mandato per consentire al sistema delle imprese italiane di far fronte con efficienza
alle sfide imposte da un’economia sempre più globalizzata. Rimaniamo convinti che mercati più aperti assicurano a termine maggiori benefici per tutti; e che sarebbe illusorio
cedere a tentazioni protezioniste. A condizione, tuttavia, di garantire che le aperture di mercato siano reali per tutti, e che il gioco della libera concorrenza non sia falsato da pratiche –
come quella del dumping – incompatibili con il «fair trade».