E’ etico ed è sicuro consumare la pecora Dolly? E’ l’interrogativo che Bruxelles ha posto all’Agenzia per la sicurezza alimentare dell’Ue (Efsa), e al Gruppo europeo sull’etica a cui la
Commissione europea si era già rivolta il 28 febbraio del 1997, pochi giorni dopo l’annuncio della scoperta del secolo per la biologia: per l’appunto la clonazione della pecora
Dolly.
Da allora, e nonostante posizioni contrarie, quel traguardo scientifico ha dato il via ad una vera e propria serie di mammiferi clonati.
In Europa, la nuova tecnica di clonazione per allevare animali da fattoria, viene utilizzata quasi esclusivamente per la ricerca. In altri grandi Paesi invece i prodotti frutto di animali
clonati -come carni e latte- si preparano a uscire dai confini della ricerca e potrebbero essere proposti sui mercati.
‘Questa tecnologia si sta sempre più affermando -ha spiegato all’Ansa Philip Tod, portavoce del commissario europeo alla sanità Markos Kyprianou- e gli Usa si stanno preparando ad
utilizzare a termine questi prodotti. E’ importante quindi che la Commissione europea disponga sulla questione di pareri scientifici indipendenti’.
Nel dicembre dello scorso anno infatti la Food and Drug Administration, l’Agenzia Usa che autorizza e regolamenta cibi e farmaci, ha annunciato che carni e latte di animali clonati ‘sono
indistinguibili’ da quelle prodotti convenzionalmente e di qui a qualche mese potranno essere messi in vendita sugli scaffali dei negozi di alimentari americani. Dal 28 dicembre infatti,
è scattato il periodo protocollare di tre mesi durante il quale il ‘verdettò’ è sottoposto al commento del pubblico.
L’Agenzia Usa aveva imposto nel 2001 una moratoria volontaria sulla vendita di prodotti derivati da animali clonati per verificarne i potenziali rischi per la salute.
Bruxelles corre quindi ai ripari in quanto i prodotti una volta sul mercato circolano liberamente e possono essere facilmente importati. Gli uffici del commissario Kyprianou hanno quindi
chiesto all’Efsa di ‘valutare le implicazioni possibili della clonazione in materia di sicurezza alimentare, sulla salute e la protezione degli animali e sull’ambiente in Europa’. Entro sei
mesi Bruxelles conta di poter disporre di opinioni indipendenti e scientifiche.
Al parere dell’Agenzia per la sicurezza alimentare si aggiungerà quello del Gruppo europeo sull’etica che a sua volta dovrà prendere in considerazione ‘le implicazioni sugli
animali allevati in fattoria, i rischi eventuali sulla salute degli animali clonati, ma anche l’interferenza potenziale con la biodiversità’.
Insomma, un confronto che si annuncia già estremamente delicato e difficile e la Coldiretti lancia già l’allarme: ‘E’ necessaria l’immediata attuazione di misure di precauzione
come l’etichetta d’origine per impedire che latte, formaggi e carne arrivino inconsapevolmente sul piatto degli europei’.

La notizia che gli Usa si stanno preparando a utilizzare prodotti provenienti da animali frutto di clonazione ‘rende necessario l’immediata attuazione di misure di precauzione come
l’etichettatura di provenienza per impedire che latte, formaggi e carne arrivino inconsapevolmente nel piatto dei cittadini europei’. E’ quanto afferma la Coldiretti dopo l’allarme lanciato
dalla Commissione europea.
‘Un atto dovuto dopo che negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (Fda) ha dato l’autorizzazione alla libera circolazione degli alimenti frutto della clonazione che non dovranno essere
distinti dagli altri con etichette particolari e potrebbero quindi varcare le frontiere senza alcuna informazione per i consumatori. Una strada peraltro che molti altri Paesi potrebbero seguire
senza la necessaria trasparenza, dopo che la principale industria lattiero casearia degli Stati Uniti (Dean Food) ha assunto la decisione di non utilizzare il latte prodotto da mucche clonate
poichè numerosi sondaggi hanno evidenziato la netta contrarietà dei cittadini americani. I consumatori non sembrano quindi interessati ai ‘parenti’ più o meno stretti della
pecora Dolly, alcuni dei quali sono stati ottenuti con la sperimentazione anche in Italia come il toro Galileo, la cavalla Prometea e anche un muflone selvatico. Per evitare che dopo il via
libera statunitense arrivino, senza saperlo, sulle tavole dei cittadini europei prodotti derivanti da animali clonati importati dagli Stati Uniti occorre introdurre immediatamente l’obbligo di
indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti come è già stato fatto per la carne bovina e per quella di pollo, ma non ancora per quella di maiale o per i formaggi’.

“I consumatori europei non hanno alcune intenzione di consumare carne e latte proveniente da animali clonati. L’introduzione di tecniche e prodotti di questo genere nel mercato europeo, oltre
ad evidenti ragioni di contrarietà di carattere etico, potrebbe danneggiare irreparabilmente il patrimonio di produzioni di qualità della zootecnia continentale, senza alcuna
garanzia di sicurezza alimentare”. E’ questo il commento di Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in commissione Agricoltura, alla notizia che la Commissione europea ha dato
mandato all’Efsa di valutare l’impiego di tecniche di clonazione in campo zootecnico.