BRUXELLES. Il 4 % circa dei prodotti sul mercato nel 2005 è risultato irradiato e privo dell’apposita etichetta. Per lo più risultavano non conformi alle disposizioni i
campioni di prodotti provenienti dall’Asia. Soltanto sei dei 287 campioni risultati irradiati erano conformi al regolamento. E’ quanto emerge dalla Relazione della Commissione sull’irradiazione
degli alimenti nel 2005 presentata a Bruxelles.

In Italia, cinque campioni di erbe aromatiche sono risultati irradiati e non erano etichettati correttamente. Complessivamente sono stati analizzati 112 campioni.

L’irradiazione di erbe aromatiche essiccate, spezie e condimenti vegetali è autorizzata nell’UE (direttiva 1999/3/CE) che stabilisce un elenco comunitario di alimenti e loro ingredienti
trattati con radiazioni ionizzanti. La direttiva stabilisce che gli alimenti possono essere irradiati solo in impianti di irradiazione autorizzati. Per quanto concerne gli impianti nell’UE,
l’autorizzazione è concessa dalle autorità competenti degli Stati membri.

I prodotti alimentari irradiati o gli ingredienti irradiati di un alimento composto devono recare un’etichetta con la dicitura «irradiato» o «trattato con radiazioni
ionizzanti».Per l’applicazione di una corretta etichettatura o per l’individuazione di prodotti non autorizzati, il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) ha standardizzato alcuni
metodi analitici sulla base del mandato conferitogli dalla Commissione europea.

La Direttiva stabilisce gli Stati membri debbano trasmetter ogni anno alla Commissione i risultati dei controlli effettuati negli impianti di irradiazione, (in particolare per quanto riguarda
le categorie e le quantità di prodotti trattati e le dosi somministrate) e i risultati dei controlli effettuati nella fase di commercializzazione del prodotto e i metodi utilizzati per
la rilevazione di cibi irradiati.

Nel 2005 erano autorizzati impianti di irradiazione in dieci Stati membri. Soltanto otto hanno fornito a Bruxelles le informazioni richieste in merito alle categorie di prodotti trattati, ai
quantitativi trattati e alle dosi somministrate. Di conseguenza, l’esatta quantità degli alimenti irradiati nell’UE durante il 2005 non è nota.

Diciassette Stati membri hanno riferito sui controlli dei prodotti alimentari immessi sul mercato. Globalmente nel 2005 sono stati sottoposti a controlli 7 011 campioni di prodotti alimentari.
In fase di commercializzazione del prodotto, 16 Stati membri hanno effettuato controlli analitici e presentato i dati richiesti. Quattro Stati membri hanno informato la Commissione di non avere
effettuato controlli analitici tra gennaio e dicembre 2005.

Le infrazioni sono distribuite in modo non uniforme tra le categorie di prodotti. Sono particolarmente soggetti a infrazioni i prodotti provenienti dall’Asia, soprattutto i
«noodles» di tipo asiatico e gli integratori alimentari.

Va inoltre osservato che nel 2005 in Asia non vi erano impianti omologati dalla Comunità europea. Le differenze riscontrate tra gli Stati membri per quanto riguarda i risultati dei
controlli possono essere parzialmente spiegate con la scelta dei campioni e l’efficacia dei metodi di analisi usati.

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