Bastano dai 5 agli 11 centesimi in più a settimana per acquistare una confezione di uova di galline allevate “en plain air” e non in batteria. Qualche euro in più per le carni ma
si contribuisce così non solo al miglioramento delle condizioni degli animali d’allevamento ma anche alla sicurezza e alla qualità del nostro cibo, visto che “assorbiamo” risorse
dagli animali quotidianamente. La UE ha già stabilito da tempo i diritti fondamentali degli animali, requisiti minimi di benessere: accesso all’acqua, adeguata alimentazione, con ferro e
fibre per i vitellini ad esempio, spazio confortevole e sufficiente per esprimere i comportamenti naturali, trattamenti veterinari tempestivi, condizioni che non generino paura e stress, come
legacci e museruole, accesso costante alla luce e una soglia di rumore massima per i suini, e modalità di soppressione più indolore possibile.
Entro il 2012 vietate tutte le gabbie da batteria dove le galline sono tenute a tre a tre bloccate una accanto all’altra, come già sono vietate dal 2001 quelle per i maiali in
gravidanza. Ogni veicolo per il trasporto deve avere dal 2007 standard minimi di spazio e microclima, soprattutto per i viaggi oltre le 8 ore, i cuccioli e le femmine che hanno appena partorito
non possono essere trasportati. E un sistema satellitare permetterà il controllo durante il viaggio. Se l’impatto emotivo non bastasse a farci spendere qualche centesimo in più
ecco pronti i dati scientifici a testimonianza dello stretto legame tra “animal welfare” e sicurezza alimentare. “Alla base il fatto ormai noto che un forte stress ha un effetto negativo sul
sistema immunitario e da lì nascono patologie anche gravi”, precisa Andrea Gavinelli, responsabile del dipartimento Animal Welfare della Commissione Europea. “Nei vitelli lo stress da
trasporto induce la diffusione di virus con effetti anche mortali. Le lettiere carichedi ammoniaca, quindi caustica, provocano lesioni alle zampette dei polli”, spiega ancora Andrea Gavinelli,
“ma l’aggressione non si ferma alle zampette. Gli animali stanno spesso fermi in un punto a causa della densità numerica fino e che, per il dolore si sdraiano, così l’ammoniaca
attacca anche il corpo: tipiche le piaghe al petto. Così le carni si alterano”.
Paglia e trucioli di legno invece per i suini, al posto di un pavimento in cemento e accesso all’esterno “così il maiale, vivace e curioso, non svilupperà quei comportamenti
aggressivi dovuti alla noia che rendono necessarie castrazione, taglio dei denti e della coda”, dice Gavinelli. “Spesso basta un atteggiamento più umano, come spostare i volatili con
tutte e due le mani invece che tirarli per un’ala, per evitare fratture e patologie e risparmiare, è stato provato, in media mezzo milione di dollari”, sottolinea Markos Kyprianou,
Commissario UE alla Salute. Sensibilizzazione e ricerca, in materia, le parole d’ordine per Bruxelles.

Maria Gullo

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