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VINI SPUMANTI: 2017 CRESCE ANCORA IL CONSUMO ALL’ESTERO. SEGNALI IMPORTANTI PER NUOVE STRATEGIE. COMOLLI: “GLI AUMENTI DI PREZZO DEVONO AVERE SOLIDE BASI. PIU’ E-COMMERCE MONDIALE PER IL VINO ITALIANO”

In 25 anni il consumo annuo di bollicine italiane nel mondo è passato da 110 mio/bott a poco più di 500 milioni, da 13 milioni di metodo tradizionale ai 23 di oggi. Nel 2017 l’export totale del vino italiano vale 5,98 mld/euro di cui 1,35 spumanti e 0,51 frizzanti, cioè circa 2 mld/euro, destinati a 98 Paesi consumatori, dove generano al consumo un business di 4,4 mld/euro.

“Ancora pochi”, sottolinea Comolli. Su 10 bottiglie di vino esportate, 2,5 sono di spumanti e 1 di frizzanti. In particolare su 10 bottiglie italiane stappate 8 sono di Prosecco, 1 di Asti, ½ di metodo tradizionale (appannaggio di Franciacorta e Trentodoc), 1 bottiglia metodo italiano .

Giampietro Comolli a Expo

“All’estero i consumi spalmati nell’anno – dice Comolli – sono un segno importante, nuovi luoghi, modi e momenti di consumo, bisogna riflettere. Occorrono strategie di vendita. In Usa, Uk, Giappone, Canada, nord Europa l’acquisto di vino arriva al 40% via web, ma 9 portali su 10 dei vini italiani sono gestiti da distributori stranieri”. L’Europa è stabile per quanto concerne i volumi(+1%) mentre salgono i valori a +4% rispetto al 2016. Nel mondo i volumi delle bollicine tricolori esportate crescono del 14% a fronte di un valore in aumento del 11%.

I dati Ovse incoronano il Prosecco superiore a Cava e Champagne, e superiore anche a tutti gli altri vini italiani. Prosecco rappresenta il 65% dell’export (+18%volumi, +13% valore). Il mondo Prosecco docg-doc stravince spingendo verso l’alto volumi e prezzi. Qualche passo falso per Brachetto e Oltrepò Pavese, mentre crescono anche gli spumanti dop e igp sparsi per la penisola”. Crescono i metodi tradizioni leader, dal Trento Doc (+16%) al Franciacorta(+9%).

L’Asti ha ripreso canali di consumo in nord America ed est Europa. “Concentrazione di brand e di paese importatore – sottolinea Comolli – può essere nel tempo un problema. Occorre subito diversificare canali e mercati: in primis puntare su e-commerce gestito direttamente dalle cantine e non da intermediari perché è strumento di internazionalizzazione, di valorizzazione anche per i prezzi”.

In Europa cresce l’export in UK del 13% in valore a fronte di un +10% in volume consolidando il gradino più alto della classifica con oltre 102,5 mio/bott..Gli Usa al secondo posto e segnano sull’anno precedente un +13% in valore/volumi, confermandosi un mercato forte per il vino italiano con 71 mio/bott. Bene anche i vini rosati italiani sul mercato americano.

Germania (+8% in valore)
Dopo anni di calo e poi di stabilità sale sul gradino più basso del podio la Germania che fa segnare un +8% in valore. La Russia al quarto posto manifesta i soliti alti e bassi, ma con un +37% dei volumi e un +41% dei volumi a 23 mio/bott.
L’andamento dei consumi e dei valori economici dei vini spumanti esportati nel 2017 fra i tre paesi europei più importanti sono emblematici di una forte crescita di interesse nel mondo per vini con bollicine, ma anche di un diverso rapporto valore/volumi in base ai brand più noti:

Italia (+14% in valore, +11% in volume)
Francia (+9,6% in valore, + 8,5% in volume)
Spagna: (+10% in valore, +18% in volume).
Fra i consumatori esteri vince il gusto extra-brut e brut, ben 7 bott su 10 consumate. Un “cambio di gusto iniziato da anni”, sostiene Comolli che rileva anche l’aumento dei consumi nell’Horeca straniera, soprattutto nelle grandi capitali c’è una sana competizione fra Londra, New York e San Francisco, ma con Tokio, Los Angeles, Zurigo, Monaco , Berlino e Mosca in fila, con la gradita sorpresa di Parigi che sceglie vino italiano. “Bollicine italiane, sdoganate”, soddisfatto, chiosa Comolli, “nel 2005 il Forum Spumanti aveva l’obiettivo di dare credibilità alla produzione made in Italy. Ora urge lavorare per il valore aggiunto, con strategia ampia, duratura e mirata” .

OVSE registra anche che i prezzi  al consumo di una bottiglia sono lievitati ancora. Come media siamo intorno a 9,85 euro/bott medio, ma con diversità importanti per la stessa etichetta, dai 5,75 euro in Germania ai 32,70 dollari in Usa, oppure grande diversità fra uno spumante Igp a 6,4 sterline rispetto a un Trento Doc a 24 sterline nella stessa insegna commerciale, come pure esiste un importante gap fra una bottiglia su scaffale della Gdo rispetto alla stessa etichetta nella lista di un grande albergo a New York. La etichetta più presente all’estero nei grandi ristoranti è il Prosecco Spumante Doc.


OVSE-CEVES. Fondato nel 1991 da Giampietro Comolli e da Mario Fregoni. Oltre 200 tesi sperimentali italiane e straniere. Primo osservatorio economico dei vini italiani, specializzato in spumanti e frizzanti, analisi mercati, consumi, tendenze. Strumento per enti e imprese. Associa un panel mondiale di 1854 addetti. Svolge due sondaggi annui in Italia con 5400 referenti fissi. Presente in 32 Paesi. Una storia a garanzia di trasparenza, armonizzazione dati, stima e dati reali.  

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Redazione Nerwsfood.com

 

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