Umberto Veronesi: la carne fa male. – Giuseppe Pulina: non è vero!

Umberto Veronesi: la carne fa male. – Giuseppe Pulina: non è vero!

In questi ultimi anni stiamo assistendo ad una interminabile diatriba tra “carnivori” e vegani, i vegetariani talebani.
La popolazione mondiale continua a crescere e il cibo, presto dovrà essere razionato.
Ma se non riusciamo a capire quali sono i cibi adatti per  alimentare miliardi di persone, in modo sano, non potremo certo risolvere il problema. Salvo che, invece, non si voglia aiutare,
attraverso un’alimentazione scorretta, lo “sfoltimento naturale di chi già muore per fame e malattie correlate alla malnutrizione.

E’ un’ipotesi un po’ azzardata?
Viviamo in un mondo dove muoiono per fame milioni di persone, molti sono bambini.
Nei paesi “ricchi” si sprecano quantità immense di cibo e non dimentichiamo che c’è ancora lo schiavismo, moderno, e che c’è chi “alleva” bambini per farne commercio di organi, su commissione.
Nel solo Corno D’Africa, l’UNESCO dichiara che sono quasi due milioni i morti di fame e di stenti nell’anno 2011.
Giuseppe Danielli

Dobbiamo produrre cibo, ma cosa dobbiamo produrre per sfamare in modo corretto sia i paesi poveri che quelli evoluti?
La posizione del Prof. Umberto Veronesi, oncologo, è chiara: la carne fa male, quindi no ad allevamenti, solo frutta e verdura?
In attesa di poter incontrare il Prof. Giuseppe Pulina, che ha smentito apertamente, siamo andati a curiosare nel web.

Ecco alcuni stralci da un articolo pubblicato su “Mangimi e Alimenti”.
Prof. Giuseppe Purina:
“La lotta degli ideologi del veganismo non ha confini né ritegno. Nell’inserto di Salute del quotidiano La Repubblica di martedì scorso è stata pubblicata una guida per trasformare i bambini in vegetariani o, ancora peggio, in vegani. Le dichiarazioni di Umberto Veronesi, spalla mediatica di questa campagna, sono sconcertanti!”
Parla chiaro Giuseppe Pulina, il presidente dell’Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali (ASPA),  che aggiunge: “Le linee guida per l’alimentazione complementare dei bambini pubblicate dall’Oms raccomandano, a partire dai sei mesi di età, l’assunzione giornaliera di alimenti di origine animale. Evidenziano, inoltre, come le diete a base di vegetali non siano in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali del bambino (in particolare per gli apporti di Fe, Zn e vit. B12) a meno che non si ricorra all’impiego di integratori o prodotti
fortificati”.

“Utilizzare integratori è come dire: sostituite la natura con prodotti di sintesi! Infatti, figli allattati al seno da madri vegane e vegetariane manifestano carenze di Vit B12 con sintomi di anemia megaloblastica, ipotonia, alterazioni al fegato e milza, anorressia, ritardi nella crescita somatica e cognitiva (Kühne et al., 1991; von Schench et l., 2007; Weiss et al., 2004, Black, 2008)”.
”Ma nella dieta del bambino è necessario introdurre altri nutrienti fondamentali e presenti solo nella carne e nel pesce. Ad esempio, gli acidi grassi a catena lunga DHA, EPA e arachidonico: sono fondamentali nello sviluppo celebrale, del sistema nervoso e della vista (Koletzo et al., J. Perinat. Med., 2008). La loro carenza (sia diretta che attraverso il latte delle madri vegetariane o vegane) provoca ritardi cognitivi”.

“Numerosi studi nei Paesi in via di sviluppo hanno dimostrato che il limitato consumo di proteine animali è la principale causa dei ritardi nell’accrescimento lineare e psico-motorio dei bambini, soprattutto nel primo anno di vita (vedi revirew di Neumann et al., 2003, American Society for Nutritional Sciences)”.
“Una recentissima rassegna (Van Winckel et al., Europ. J Ped., 2011), da cui probabilmente origina l’articolo su La Repubblica, si rivolge ai pediatri mettendoli in guardia sulle diete vegetariane (quelle ovo-latto-vegetariane) e vegane che, per garantire livelli nutrizionali comparabili con quelli dei bambini onnivori, devono essere attentamente formulate e valutate (gli autori riconoscono poi che i bambini vegani hanno ritardi nell’accrescimento)”.  “Dunque cari genitori vegetariani, se volete applicare la vostra ideologia ai figli, fatelo con estrema
cautela, ma senza eliminare i prodotti di origine animale quali carne e uova!”….
…Allora, piantiamola di fuorviare i consumatori e soprattutto lasciamo stare i bambini”.

Chi è Giuseppe Pulina, Presidente di ASPA

E’ nato a Sassari il 27 maggio 1956
E’ professore ordinario di Zootecnica Speciale (AGR 19) presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari ed é direttore del Dipartimento di Scienze Zootecniche.

1987 Dottorato di ricerca (PhD) in Scienze Zootecniche presso il Ministero dell’Università e della Ricerca in Roma
1988 Professore associato in Zootecnica generale
1988 Facoltà di Agraria di Sassari, docente delle discipline “Tecnologie delle produzioni ovine e caprine”, “Fisiologia degli animali in produzione zootecnica”, “Zootecnica”, “Zootecnica generale”, “Miglioramento genetico degli animali in produzione Zootecnica”, “Zootecnica generale e miglioramento genetico”.

Attualmente ha la responsabilità dell’insegnamento di “Produzioni Animali” del corso di laurea in “Ingegneria agraria e pianificazione del territorio rurale”, di “Zootecnica generale” presso il corso di laurea in Scienze e tecnologie agrarie e di “Statistica” presso il corso di laurea in Scienze Zootecniche.
Autore di 185 pubblicazioni scientifiche e tecniche sui problemi riguardanti la qualità delle produzioni ovine e caprine
la modellizzazione matematica in generale,  i metodi matematici applicati alle produzioni zootecniche,
d) l’analisi dei sistemi ambientali e zootecnici,
e) l’alimentazione e l’allevamento degli ovini da latte,
f) il miglioramento genetico e la riproduzione degli ovini, l’impatto ambientale dei pascolanti;
h) la valutazione della ricerca scientifica e tecnologica.

E’ stato:
– Per un quadriennio condirettore della Rivista Agro Ambiente e redattore della rivista AF.
– Visiting professor presso le Università di Leeds (UK), Cornell (NY State, USA), Perth (Western Australia).
– Responsabile e fondatore delle pagine web dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di cui é stato Consigliere dal 1994 al 1998.
E’ stato coordinatore e docente di corsi si specializzazione per laureati e diplomati in discipline zootecniche e docente in oltre 100 seminari e corsi professionali.
E’ stato ed è attualmente coordinatore di vari gruppi di ricerca in ambito nazionale ed internazionale.

E’ coordinatore di corsi ECM (Ministero della Salute) di statistica ed ha organizzato corsi di statistica superiore e modellizzazione matematica per ricercatori.
E’ socio dell’American Dairy Science Association, della SIPZOO (di cui é vicepresidente), dell’ASPA, della SIPAOC (di cui é consigliere direttivo) nonchè referee di riviste internazionali e nazionali.
E’ coordinatore della commissione ASPA per la definizione dei fabbisogni nutritivi degli ovini da latte.
E’ coordinatore della commissione nazionale di studio Sheep and Goat dell’EAAP, European Association of Animal Production.
E’ responsabile di progetto per l’Università e per la Ricerca Scientifica dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali.
E’ stato presidente CONAFORAM, Dipartimento di Alti studi dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del quale attualmente coordina il comitato scientifico.
E’ componente del comitato scientifico dell’Associazione Regionale Allevatori della Sardegna (ARAS).
E’ socio onorario dell’Accademia Agraria in Pesaro dal 1993.

Cosa è l’ASPA
L’Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali ha lo scopo di favorire il progresso delle scienze e delle tecnologie che interessano gli animali in produzione zootecnica, la fauna ittica, gli animali da compagnia e da sport, gli animali da lavoro e la fauna selvatica e, inoltre, i fattori ambientali, paesaggistici, etologici, economici, il benessere degli animali, la qualità, la sicurezza e l’utilizzazione dei prodotti di origine animale.
Tale scopo viene raggiunto attraverso:
•    la promozione della ricerca nei vari settori in cui si articolano le scienze animali;
•    l’organizzazione dei congressi, convegni, seminari, conferenze e riunioni tra coloro che si dedicano alla ricerca scientifica nel campo zootecnico, nonché la promozione di contatti fra Associazioni nazionali, straniere e internazionali operanti in settori affini allo scopo di coordinare l’attività verso obiettivi comuni;
•    la pubblicazione e la diffusione di lavori scientifici di discipline zootecniche;
•    il dibattito sui problemi della formazione e dell’insegnamento della zootecnia e delle discipline affini nelle scuole italiane e soprattutto nelle università;
•    la collaborazione con enti pubblici e privati che operano per il progresso delle scienze animali;
•    lo svolgimento di ogni altra attività scientifica e culturale ritenuta utile per il raggiungimento dei fini sociali.

Redazione Newsfood.com

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Comments ( 4 )
  1. Simone
    19 settembre 2014 at 10:11 am

    Fate un articolo puramente a favore dell’industria carnifera senza confronto alcuno.
    Dite cazzate sui bambini con mancanze e deficit nutrizionali perchè vegani.
    Ma l’avete finita di dire boiate e fare disinformazione perchè al soldo di qualcuno?
    Grazie.

  2. Andrea
    23 ottobre 2014 at 1:18 pm

    Boiate? (Kühne et al., 1991; von Schench et l., 2007; Weiss et al., 2004, Black, 2008)
    Queste sono note che rimandano a studi scientifici.

  3. Sandro
    28 ottobre 2014 at 10:30 am

    Ma può uno zootecnico che si occupa di produzione animale dire che la carne fa male? Chiedete all’oste se ha vino buono! Ma siate seri … l’AIRC stessa ammette che esiste una correlazione tra consumo di proteine animali e cancro.
    Saluti

  4. antonio
    29 ottobre 2015 at 10:38 pm

    Pulina ha ragione …
    Pensate “il latte” prodotto dalle mucche :
    una mucca per fare il latte deve fare un vitellino e poi tutti questi “vitelli” dove bisogna metterli ?
    Bisogna ucciderli se no anche gli allevatori non guadagnano molto ….

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