La cooperativa Coopercuc che produce trasformati di
umbù senza conservanti né aromi, ha partecipato all’edizione 2007 di Biofach, la più importante fiera internazionale dedicata al biologico. Grazie al supporto del Ministero
dello Sviluppo Agricolo Brasiliano e del dipartimento di Agricoltura Familiare. la cooperativa, che riunisce circa 200 famiglie provenienti da tre diversi municipi del Serto bahiano, ha
presentato al pubblico internazionale di Biofach le sue geléias, confetture e composte a base di umbù. Si tratta di un’occasione importante “afferma Catharina Gross, la
coordinatrice del Presidio e responsabile della cooperativa” per far conoscere questo prodotto e avviare nuove collaborazioni commerciali all’estero.
Anche la Fondazione Slow Food per la Biodiversità era presente al Biofach, ospite dello stand di Slow Food Deutschland.

Il Presidio dell’umbù
Conosciuto anche con il nome di imbù, è un frutto del Nord-Est che cresce nella Caatinga, la macchia tipica della regione semiarida brasiliana (Sert?. Il nome deriva dalla
parola degli indios tupi-guarani “y-mb-u”, che significa “albero-che-dà-da-bere”. I grandi e spesso centenari alberi di umbù hanno radici capaci di contenere due o tre mila
litri d’acqua e fruttificano anche nelle annate più siccitose.
I frutti sono rotondi, hanno una dimensione variabile, che va dalla ciliegia al limone, una buccia giallo verde e una polpa succosa dal piacevole sapore agrodolce. Si mangiano freschi, in
composta o trasformati in succhi, gelatine e cotognate.
L’ area di produzione comprende: la Bahia, alcuni municipi del Sert?Bahiano, nel Nord di Bahia e Nordeste

Fonte: www.fondazioneslowfood.it