Un importante passo avanti per la salvaguardia della biodioversità e per favorire la possibilità agli agricoltori di libero scambio delle sementi in ambito locale. Così la
Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta l’approvazione da parte del Senato, nell’ambito del disegno di legge per l’attuazione degli obblighi comunitari ed internazionali,
dell’istituzione del Registro nazionale delle “Varietà da conservazione delle sementi”, che era prevista nel trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’agricoltura e
l’alimentazione (ratificato con la legge n°101 del 6 aprile 2004).
L’iscrizione al Registro è gratuita, esentata dall’obbligo di esame ufficiale e in deroga alle condizioni di omogeneità e stabilità. Può essere richiesta da Regioni
e Province autonome, da enti pubblici in genere, da istituzioni scientifiche, organizzazioni sociali, associazioni e singoli cittadini.
D’altronde, la Cia, coinvolgendo anche l’Anabio (l’Associazione per l’agricoltura biologica della Confederazione), è impegnata in un apposito progetto nazionale sulla
biodiversità. Un tema che deve diventare occasione vera di impresa per molti agricoltori che da anni, con passione e dedizione, si occupano della riproduzione di varietà che hanno
costituito, nei secoli, il “giacimento gastronomico e culturale” di cui oggi l’Italia va fiera.
Comunque, il disegno di legge, affinché diventi definitivamente legge dello Stato, dovrà essere ora approvato dalla Camera.

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