Un incontro di pace nella Giornata della memoria a Bergamo

Bergamo – “Un messaggio di luce dalla città della pace, dalla terra di Gesù”: questo l’auspicio che il sindaco di Betlemme, Aharon Valency ha scritto sul registro delle
personalità ricevute in Provincia. Un momento di intensa umanità quello vissuto nello studio del Presidente Valerio Bettoni, in tarda mattinata, per l’incontro con il sindaco
della città che è simbolo di fraternità, di speranza, di pace da oltre duemila anni.

Il sindaco di Betlemme era accompagnato dalla moglie Marcelle e da tutto lo stato maggiore dell’UDC bergamasca, all’origine di questa presenza nella terra di Papa Giovanni, l’uomo della “Pacem
in terris”. Con il vicesegretario regionale UDC, Franco Massi, c’erano il segretario cittadino Massimo Fabretti, il vice Nicola Sisto, il consigliere provinciale Tino Consoli, il consigliere
comunale cittadino Mimmo Cappuccio e Marwan Abushaaban, responsabile Dipartimento nuove migrazioni UDC di Bergamo.

Betlemme è l’idea di Natale, l’inizio della cristianità: su questo ha insistito nel suo saluto il Presidente Bettoni, che ha ricordato Giorgio La Pira, sindaco di Firenze, uno dei
primi a cogliere il significato e l’importanza di un solido legame con il luogo dell’evento che ha segnato la storia del mondo. Quel messaggio degli angeli agli uomini di buona volontà
continua a risuonare nei tempi, pur tra le contraddizioni e le negazioni che le guerre portano nel mondo.
E proprio in questa prospettiva il Presidente della Provincia ha lanciato l’idea che per la prossima “Giornata della Memoria”, il 27 gennaio prossimo, ci sia in via Tasso un incontro
significativo e carico di valenze simboliche tra il sindaco di Betlemme, Victor Batarseh, che è un palestinese cattolico, e il governatore israeliano dell’Alta Galilea, Aharon Valency.

“C’è bisogno urgente di pace già a partire da Betlemme, che sta vivendo la lacerazione di un isolamento coatto”, ha detto il sindaco di Betlemme rivolgendosi al Presidente Bettoni
e ringraziandolo dell’accoglienza e dell’attenzione.
La situazione di Betlemme è disastrata: manca la pace, c’è l’occupazione degli israeliani, di fatto è una città blindata, con due sole strade di accesso. Nessuno
può uscire senza il permesso degli israeliani e questo causa un grosso disagio economico e sociale per la popolazione.
Il muro ha tolto terreni all’agricoltura dei palestinesi, riducendo la zona agraria da 27 a 4 kmq. Normalmente la gente non ottiene il permesso di uscita
Il turismo è paralizzato, la disoccupazione viaggia attorno al 65% e non ci sono segnali di miglioramento, anzi?
A livello sanitario occorrono giorni e giorni per ottenere l’autorizzazione a un ricovero in ospedale a Gerusalemme. Il commercio, la cultura e altre attività sono spariti perché
per organizzare ogni manifestazione, anche la più piccola, è indispensabile l’autorizzazione delle autorità israeliane
Il Comune di Betlemnme è in ginocchio, senza soldi. I 165 dipendenti non ricevono stipendio da tre mesi. Le parole del sindaco della terra di Gesù sono scese pesanti nel silenzio
dei presenti all’incontro: ma la volontà e l’anelito di pace superano tutte le barriere. E Betlemme continua a essere, nei secoli, l’icona del Natale con il suo messaggio decisivo al
cuore di tutti gli uomini di buona volontà, su tutta la terra.

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