Il Governo, nella persona di Vannino Chiti, Ministro dei Rapporti con il Parlamento, ha chiesto al Senato di porre la fiducia sulla Finanziaria.

E’ stato infatti presentato un maxiemendamento che è nato dall’unione del testo della Camera, degli articoli approvati in Commissione di Bilancio e degli emendamenti che hanno ricevuto
il consenso di Governo e relatore e che sostituisce per interno il testo inizialmente presentato.

Domani, venerdì 15 dicembre, il voto: alle 18 sono previste le dichiarazioni e alle 20 si dovrebbe avere il voto di fiducia finale.

Nel frattempo non potevano mancare le dichiarazioni, tra cui spicca quella del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, che ha affermato: “Forse abbiamo fatto qualche riunione sbagliata, ma
abbiamo comunque deciso sempre la cosa giusta. La finanziaria la rifarei identica, ma in modo diverso con tavoli più articolati”.

Il segretario dei Ds Piero Fassino, invece, ha ribadito la necessità di “imprimere una significativa e sensibile correzione di rotta all’azione del Governo. Senza un radicale mutamento
degli indirizzi della politica economica, della spesa sociale e della finanza pubblica, l’Italia non ce la fa”.

Il maxiemendamento, nei suoi 1365 commi, prevede diverse novità.

In primo luogo è lasciato ai Comuni il potere decisionale in merito alla scelta di esentare contribuenti in stato di difficoltà dal pagamento dell’addizionale Irpef.

Sempre sul tema delle famiglie meno fortunate, le scuole potranno fornire libri in comodato d’uso agli studenti che non possano sostenere la spesa d’acquisto.

Sul fronte lavoro, viene attivato un fondo per la trasformazione dei contratti precari in assunzioni definitive che, partendo da 5 milioni di euro, aumenterà grazie ai conti dormienti e
ai dividendi dalle partecipazioni che supereranno le previsioni.

Per i precari della scuola saranno modificate le graduatorie, che diventeranno “ad esaurimento”.

I pensionati particolarmente fortunati (che percepiscono una rendita superiore ai 5000 euro netto) “doneranno” un contributo di solidarietà sulla somma eccedente la quota predetta.

Stabilito anche il tetto massimo per lo stipendio dei manager, che non potrà superare i 500 mila euro annuali, ma, se il manager si dimostrerà particolarmente capace, avrà
diritto ad un bonus pari al 50% della retribuzione netta, arrivando così ai 750 mila euro annuali.

Sarà inoltre rafforzata la lotta contro il lavoro nero, grazie all’assunzione di 300 ispettori del lavoro, che combatteranno anche gli incidenti e le morti bianche.

Dopo tante discussioni, è stata ridotta la dimensione di Sviluppo Italia, che diventerà “Agenzia nazionale per l’attrazione di investimenti”. Il maxiemendamento afferma: “Il
predetto piano di riordino e di dismissione dovrà prevedere che entro il 30 giugno 2007 il numero delle società controllate sia ridotto a non più di tre, nonché
entro lo stesso termine la cessione, anche tramite una società veicolo, delle partecipazioni di minoranza acquisite”.

Il Governo ha trattato anche il tema autostrade, per cui saranno aumentati i pedaggi in alcune tratte ed il ricavato verrà investito in un fondo per la ferrovia.