I materiali utilizzati per gli imballaggi dei prodotti alimentari svolgono un ruolo fondamentale nel garantire la conservabilità e la freschezza dei cibi; tuttavia, gli additivi
contenuti negli imballaggi di plastica, carta, vetro e cartone possono costituire una fonte di contaminazione.

I ricercatori dell’Istituto Fraunhofer per la tecnologia dei processi industriali e gli imballaggi (IVV), in collaborazione con partner industriali che partecipano al progetto Foodmogrosure
finanziato dall’UE, hanno creato un modello matematico per stabilire la quantità di additivi che entra in contatto con gli alimenti, utilizzando alimenti veri e non simulanti.

I risultati hanno permesso di elaborare una formula che tiene conto non solo della struttura dell’alimento, ad esempio il tenore di grasso e la consistenza, ma anche del tipo di materia
plastica usata per l’imballaggio, dei vari additivi e della quantità media di tali alimenti realmente assunta dai consumatori.