Sarà presentato domattina – a Roma, in Confindustria – alla presenza dei Sottosegretari Patta e Montagnino, l’Opuscolo «Linee operative per l’organizzazione aziendale della pulizia
e del mantenimento dello stato di efficienza degli indumenti di protezione individuale (indumenti DPI)», realizzato dall’AUIL, l’Associazione Unitaria Industrie Lavanderia.

L’iniziativa – che ha ricevuto pure l’apprezzamento della Presidenza della Repubblica – mira a tre obiettivi: la sicurezza dell’utente, la sicurezza della collettività e i benefici
ecologici.

Un anno esatto di lavoro che ha portato i componenti del tavolo tecnico – in rappresentanza, oltre che di AUIL, del Ministero della Salute e di quello del Lavoro, dell’ISPESL (Istituto
Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) e delle parti sociali FEMCA Cisl, FILTEA Cgil e UILTA Uil – a realizzare un opuscolo che punta a dipanare dubbi che datore di lavoro e
lavoratore non dovrebbero avere, in materia di pulizia e manutenzione dei DPI.

Il presidente AUIL, Maurizio Genesini, in occasione del lancio dell’opuscolo, ha posto in evidenza che «le industrie di lavanderia si dovrebbero occupare della pulizia e
manutenzione dei DPI, i dispositivi che proteggono il lavoratore contro rischi specifici. Si dovrebbero perché – a dispetto di quanto sancito dalla l. 626, in molti CCNL,
ribadito pure da pronunce della Suprema Corte e inserito nel nuovo Testo Unico – spesso, i datori di lavoro consentono al lavoratore di lavare tra le mura domestiche il capo, causando
così due danni rilevanti: il DPI perde efficienza, non garantisce più la sicurezza, e gli scarichi delle acque accolgono sostanze tossiche che, invece, dovrebbero passare dagli
scarichi industriali delle lavanderie».

Partendo dal presupposto che «la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali nei luoghi di lavoro è il risultato, oltre che di interventi normativi e di accordi tra
le parti sociali, anche di un processo culturale che considera il diritto al lavoro e la dignità dei lavoratori tra i valori fondamentali del patto di solidarietà», il
Ministero della Salute, che ha coordinato il tavolo tecnico, attraverso il dottor Giancarlo Marano, Direttore Ufficio II Direzione Generale Prevenzione Sanitaria, ha promosso la costituzione
dello stesso tavolo interistituzionale allo scopo di individuare e rimuovere gli ostacoli che non consentono l’integrale applicazione degli interventi di tutela della salute e prevenzione del
rischio durante il lavoro, nonché di proporre metodologie di gestione facilmente applicabili nei vari ambiti lavorativi».