Un “Patto per l’acqua” che consenta di gestire nel migliore dei modi una risorsa preziosa e sempre più carente. La Regione Lombardia, con l’assessore alle Reti, Servizi di Pubblica
Utilità e Sviluppo Sostenibile, Massimo Buscemi, e la vicepresidente e assessore all’Agricoltura, Viviana Beccalossi, ha dato il via a un percorso per sottoscrivere un vero e proprio
accordo che determini “punti fermi condivisi” in relazione a quella che ormai quasi ogni anno si trasforma in “emergenza della gestione dell’acqua”.

“Un’emergenza – ha precisato l’assessore Buscemi – che non riguarda l’acqua potabile. Non bisogna però dimenticare che la Lombardia è una grande utilizzatrice di acqua per usi
irrigui e industriali e per questo dobbiamo lavorare tutti insieme per salvaguardare un bene comune”.
“Un Patto – ha aggiunto la vicepresidente Beccalossi – che ha scopi diversi ma che dovrà essere condiviso da tutti i soggetti interessati, con l’ obiettivo primario della
razionalizzazione delle risorse idriche. Ognuno farà la propria parte collaborando e contribuendo concretamente a raggiungere il risultato finale, quello cioè di non sprecare
l’acqua”.

Al “calcio d’inizio dei lavori”, com’è stato definito dai protagonisti che si sono ritrovati oggi in Regione, erano presenti anche il presidente di Arpa Lombardia, Carlo Maria Marino, e
il segretario generale dell’Autorità di Bacino del fiume Po, Michele Presbitero.
“Una nuova azione – ha continuato l’assessore Buscemi – che vuole produrre risultati importanti nel medio e lungo periodo, visto che, per quanto riguarda il presente, Regione Lombardia ha
già attivato dallo scorso mese di dicembre una Cabina di Regia che monitora la situazione costantemente e valuta le azioni da intraprendere”.
La Cabina di Regia, presieduta dall’assessore Buscemi, si articola su 5 tavoli, suddivisi per aste fluviali (Adda, Chiese, Mincio, Oglio e Ticino), e controlla la disponibilità
dell’acqua programmandone l’utilizzo. Di questo organismo fanno parte i rappresentanti degli utilizzatori idroelettrici e termoelettrici, dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, degli Enti
regolatori dei laghi, delle Organizzazioni professionali agricole, del turismo, oltre che dell’Autorità di bacino del fiume Po, di Arpa Lombardia e di Terna.

I lavori per arrivare alla sottoscrizione del Patto prevedono cinque tavoli di lavoro suddivisi per tematiche:
– gestione degli invasi,
– gestione delle acque,
– ordinamenti colturali (cioè un possibile ripensamento delle colture purché supportato dalle istituzioni),
– interventi infrastrutturali,
– corretta informazione.

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