'Un Piano strutturale unico per tutta la Val d'Orcia'

Firenze, 29 Giugno 2007 – A circa un anno dalla vicenda di Monticchiello, la Regione Toscana fa il punto della situazione con tutte le istituzioni locali, l’università,
rappresentanti dei comitati ed esperti sui temi del governo del territorio, sulla strada percorsa e su quella da percorrere.

Due le indicazioni che emergono dai lavori di questa giornata trascorsa nel Granaio del Teatro Povero di Monticchiello: ‘Costruire un sistema unitario per il governo del territorio in cui
ognuno, dai Comuni al Governo nazionale, faccia la sua parte – ha detto Claudio Martini, presidente della Regione Toscana – questa è il primo segnale di svolta. Il secondo, realizzare un
piano strutturale unico per tutta la Val d’Orcia: un sogno che diventa realtà’.

Questo appuntamento è stata l’occasione, per le istituzioni, per confrontarsi e confermare l’impegno per un lavoro comune sui temi del governo del territorio. In questo ultimo anno vi
sono state polemiche, richieste, critiche sul ruolo svolto dalle amministrazioni. La Regione è impegnata ad approvare il Pit (Piano integrato territoriale) e chiama tutti gli Enti locali
a collaborare, compreso il Ministero; è impegnata sul fronte della tutela attiva che non blocchi lo sviluppo. ‘Sulla vicenda di Monticchiello – ha proseguito Martini – credo si sia
esagerato ad usare la parola eco-mostro, mentre è stato giusto accogliere l’allarme su certi interessi finanziari e speculativi che guardano al nostro territorio con troppa
avidità. Siamo di fronte a una sfida che possiamo vincere se reagiremo insieme e con convinzione’.

Dal convegno di oggi esce una forte indicazione per realizzare un unico Piano strutturale per l’intera Val d’Orcia. E’ questa una novità significativa che nasce dall’esigenza di
salvaguardare al meglio un patrimonio collettivo di grande pregio qual è la Val d’Orcia, senza però negare l’esigenza di perseguire uno sviluppo di qualità. Si tratta della
quarta esperienza, dopo quella dell’Isola d’Elba, dei Comuni del Tufo (Pitigliano, Sorano e Castell’Azzara) e della Val di Cornia. Ciò consentirebbe di affrontare il tema della gestione
del paesaggio con maggiori strumenti, risorse e competenze, cercando di valorizzare le peculiarità, evitando l’omologazione e il riprodursi di aree artigianali o edificabili. La Val
d’Orcia è un’area di 60mila ettari, con 5 Comuni e una popolazione di circa 25mila abitanti, con 98 aziende biologiche (dieci anni fa erano 8), 174 agriturismi (nel ’90 erano 13), e
340mila turisti (nel ’98 erano 160mila). Molto significativi i dati relativi alla sostenibilità ambientale: dei 36 siti di escavazione oggi ce ne sono 6; le 6 discariche degli anni ’90
oggi sono chiuse, tutte in fase di bonifica; l’amministrazione provinciale ha appena deliberato 3 nuove riserve naturali per ulteriori 10mila ettari di aree protette.

‘Oggi apriamo un nuovo cantiere nella Val d’Orcia – ha detto nel corso del suo intervento l’assessore regionale, Riccardo Conti – quello di un lavoro comune per garantire un governo del
territorio capace di tutelare il paesaggio senza negare uno sviluppo di qualità necessario per garantire il benessere alle popolazioni locali. Sarà un cantiere aperto alla
partecipazione dei cittadini e dei comitati. La proposta di avviare un lavoro comune di tutte le istituzioni per costruire un unico piano strutturale è un’esperienza esemplare, una
risposta concreta – ha concluso Conti – alle mille polemiche che hanno alimentato il dibattito in questo ultimo anno.’

www.regione.toscana.it

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