Ci stiamo avvicinando ad uno dei periodi dell’anno più ricchi dal punto di vista culinario: sono molte, infatti, le persone che considerano la Pasqua come un momento celebrativo
di gioia e pace. Tuttavia, per un numero sempre maggiore di persone, il periodo pasquale rappresenta un momento di ansia e preoccupazione, legato al fatto che certi cibi possano provocare
reazioni allergiche con potenziali rischi per la salute. 

Ma, in base a nuovi dati, le preoccupazioni relative alle allergie alimentari sono spesso infondate: le analisi del sangue possono, infatti, aiutare il medico ad escludere o meno eventuali
allergie.

A Pasqua, saranno molti i genitori preoccupati che sentiranno di doversi imbarcare in un’impresa inutile, stressante e spesso costosa: scovare leccornie sicure da mangiare per i loro bambini
“allergici”
, la cui condizione, però, non è mai stata diagnosticata correttamente.

È probabile, infatti, che molte di quelle che vengono percepite come “allergie” alimentari nei bambini, non siano in realtà vere e proprie allergie oppure siano state loro
erroneamente attribuite patologie simili a quelle delle allergie. Queste, che sono solo congetture, possono costringere genitori ansiosi a ricercare inutilmente prelibatezze pasquali per chi ha
particolari esigenze, che possano escludere ogni possibile azione scatenante in caso di allergie alla nocciola, alla soia e al frumento, oltre che alle uova e ai latticini. Quasi tutti i dolci,
però, contengono almeno uno di questi ingredienti e la ricerca si fa così più complicata.

Secondo le Linee Guida NIH (National Institutes of Health, Istituti Nazionali di Sanità degli Stati Uniti), ben il 35 percento delle persone pensano di avere avuto una reazione a
qualche alimento cui ritengono di essere allergici mentre, in realtà, solo il 5 percento di tutti i bambini ed il 4 percento degli adolescenti e degli adulti hanno un’allergia
alimentare. La percentuale è ancora più bassa secondo lo studio della Comunità Europea Europrevall, recentemente presentato a Milano.

“Chiaramente, esiste una grande differenza tra allergia percepita come tale e allergia effettiva. Diagnosi precise e tempestive sono essenziali per la gestione a lungo termine e, se necessario,
per le successive consultazioni da parte di specialisti”, afferma il Prof. Alessandro Fiocchi, Direttore del Dipartimento Infantile – Pediatria, dell’Ospedale Macedonio Melloni, A.O.
Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano.

Il periodo pasquale può essere molto difficile per coloro che soffrono di allergie e per le rispettive famiglie. Per i genitori, fare in modo che alimenti e ghiottonerie siano adatti e
non scatenino sintomi allergici richiede molto tempo ed è alquanto stressante. Inoltre, i bambini colpiti possono sentirsi frustrati per il fatto di non poter ricevere un uovo di Pasqua
come gli amichetti o i fratellini.

“Le allergie alimentari influenzano la qualità di vita in modo negativo, possono rappresentare un rischio e sono difficili da affrontare. Se sospetti di soffrire di un’allergia
alimentare, invece di imporre a te e alla tua famglia inutili privazioni durante le vacanze, puoi sempre sottoporti ad un semplice esame del sangue, che aiuterà il tuo medico a
stabilire se i sintomi siano causati o meno da allergie”, continua il Prof. Alessandro Fiocchi.

Questo semplice test confermerà o meno al paziente e al dottore se è proprio l’allergia a provocare tali sintomi. Un risultato negativo può aiutare a escludere l’allergia,
per cui certi genitori possono smettere di preoccuparsi delle potenziali reazioni allergiche che possono rappresentare un rischio per la vita e tranquillizzarsi di fronte ai dolci pasquali di
cui hanno temuto l’azione scatenante. Inoltre, sapere per certo a che cosa si è allergici consente di evitare alimenti che possono essere pericolosi.

“I sintomi dell’allergia possono anche segnalare la presenza di altri problemi, quali intolleranze alimentari: sapere se hai un’intolleranza o invece un’allergia alimentare, che
può rappresentare, talvolta, un vero pericolo per la vita, fa un’enorme differenza quando bisogna trattare tali sintomi”, conclude il Prof. Alessandro Fiocchi.

Per maggiori informazioni sulle allergie alimentari e l’importanza delle analisi del sangue:

http://www.niaidnih.gov/topics/foodallergy/clinical/Pages/default.aspx
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20922509

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Redazione Newsfood.com+WebTv