Dalle acque di scarto utilizzate per la produzione della birra si può produrre energia sfruttando l’attività dei batteri che degradano le sostanze idrosolubili residue quali
zuccheri, amidi e alcool. Come risultato si ottiene energia elettrica e acqua pulita. L’esperimento è stato condotto con successo da Jurg Keller, professore alla facoltà
d’ingegneria della Queensland University, in Australia, e direttore del Centro di gestione avanzata delle acque di scolo, presso uno stabilimento della Foster’s, la più famosa birreria
australiana.

L’innovativa tecnologia messa a punto da Keller si basa sulla conversione in energia elettrica dell’energia chimica rilasciata dalla digestione batterica. “Le acque di scolo delle birrerie”
spiega il professore, “sono una risorsa particolarmente interessante in quanto altamente biodegradabili e ad alta concentrazione, fattore questo che migliora le performance della cella a
combustibile”.

Tramite il Sustainable Energy Innovation Fund il governo del Queensland sostiene il progetto con un finanziamento di 90 mila euro.

Per ora il rendimento di una batteria da 3.000 litri è di 2 kW di potenza, sufficiente al fabbisogno di un singolo nucleo familiare. Il primo impianto commerciale, che dovrebbe essere
operativo già nel settembre 2007, avrà una dimensione superiore di ben 250 volte rispetto al prototipo realizzato presso la birreria nei pressi di Brisbane. Lo stesso Keller
è consapevole del fatto che la tecnologia non garantirà mai risultati clamorosi dal punto di vista della produzione di energia, ma precisa che lo si deve intendere “come un
sistema di trattamento di acque reflue in grado anche di produrre energia dagli scarti”. Un sistema pulito per ridurre al massimo gli scarti e produrre energia
pulita… alla salute del pianeta!

www.scienzaegoverno.org