Milano – È stato presentato oggi presso la Camera di commercio di Milano il «Primo Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia», un
lavoro di ricerca condotto dal Centro Studi ADR della Camera Arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di commercio, che fornisce per la prima volta un quadro completo sugli operatori
privati e pubblici, al di fuori delle Camere di commercio, che offrono questo servizio in Italia.

Il rapporto è stato presentato in occasione del convegno «Lo sviluppo degli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie: una risorsa per la giustizia civile»,
organizzato dalla Camera di Commercio di Milano, attraverso la sua azienda speciale Camera arbitrale, e da ISDACI – Istituto per lo studio e la diffusione dell’arbitrato e del diritto
commerciale internazionale. Durante l’incontro si è parlato dell’annoso problema della crisi della giustizia civile in Italia e delle opportunità concrete offerte dagli strumenti
alternativi di risoluzione delle controversie per snellire e velocizzare i procedimenti e per aiutare così anche la competitività delle nostre imprese. Questa iniziativa vuole
inoltre diventare un appuntamento fisso da replicare ogni anno, a integrazione del dibattito che avviene con l’apertura dell’anno giudiziario, per fare periodicamente il punto sul ricorso agli
strumenti alternativi per la risoluzione delle controversie economiche, con dati aggiornati e proposte di intervento sul piano normativo ed organizzativo che possano accelerarne lo sviluppo e
la diffusione.

«I consumatori, così come gli imprenditori – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano – hanno bisogno di norme al passo con i tempi, in grado di
offrire soluzioni veloci e flessibili delle controversie. Una necessità che oggi la giustizia civile fatica a soddisfare e che trova invece una risposta nell’arbitrato e nella
conciliazione. Lo dimostra il rapporto che presentiamo oggi, che conferma l’utilità di questi due strumenti, sempre più diffusi sul nostro territorio perché in grado di
raccogliere dal basso e regolare i rapporti nel mercato, a beneficio delle imprese così come dei consumatori. Al legislatore chiediamo quindi un nuovo impegno, con interventi che ci
aiutino ad offrire una giustizia alternativa più economica e più rapida.»

«È indiscusso che oggi gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie rappresentano una preziosa risorsa per la nostra giustizia – ha sostenuto Giovanni Deodato,
presidente di ISDACI- tanto che lo stesso Ordine Giudiziario ha espresso un chiaro e incondizionato consenso allo sviluppo dell’uso degli strumenti out- of-court».

I dati del rapporto

I numeri della giustizia alternativa.
Nel biennio 2005-2006 le domande pervenute alle sedi di risoluzione delle controversie alternative (conciliazione, arbitrato e Online Dispute Resolution) sono state 34.603 mentre i procedimenti
di giustizia alternativa nel settore civile e commerciale hanno sfiorato i 50mila (48.686). Il 47,3% delle domande e il 13,2% dei procedimenti sono state portate davanti alle Camere di
Commercio che costituiscono dunque la sede di giustizia alternativa più utilizzata. Nella quasi totalità dei casi (il 99,8%) le controversie coinvolgono parti di
nazionalità italiana.

Gli arbitrati.
Le domande di arbitrato amministrato fuori dal sistema delle camere di commercio sono state nel biennio 2005-06 175, mentre i procedimenti sono arrivati a 226. Tra gli enti arbitrali, sempre al
di fuori del sistema delle camere di commercio, i più attivi sono le cosiddette camere merceologiche e quelle settoriali (del caffè, del grano, le camere immobiliari) con oltre il
90% degli arbitrati gestiti.

Dispute sui domini online.
I centri di Online Dispute Resolution sono centri privati che si occupano della risoluzione delle controversie sui nomi a dominio internet (chi debba essere il legittimo proprietario di un
dominio .it). Complessivamente i procedimenti di riassegnazione dei nomi a dominio sono stati 72 nel biennio considerato, in crescita del 40% tra 2005 e 2006. La durata media dei procedimenti
di rassegnazione è di 35 giorni per un valore medio di 1.500 euro.

La conciliazione.
Nel biennio 2005-2006, escludendo le Camere di commercio, ci sono state 17.991 domande di conciliazione (pari al 98,6% del numero complessivo di domande di giustizia alternativa) e quasi 42
mila procedimenti (pari al 99,3% del numero complessivo di procedimenti). Tra le singole voci della conciliazione, per quanto riguarda le domande a fare la parte del leone sono le conciliazioni
del settore delle telecomunicazioni (svolte presso i Corecom) con 16.521 domande, seguite dalle conciliazioni paritetiche (svolte presso i Centri di Conciliazione Paritetica) con 675 domande,
dalle conciliazioni gestite dalle associazioni di consumatori (669 domande) e da quelle amministrate (126) che riguardano controversie tra imprese per materie tipiche del settore commerciale.
Per quanto riguarda i procedimenti, invece, il numero maggiore nel biennio si è indirizzato presso la conciliazione paritetica (oltre 27 mila procedimenti: in particolare legate alle
controversie su tematiche finanziarie), seguiti dalle conciliazioni del settore delle telecomunicazioni presso i Corecom (13.173), da quelle gestite dalle associazioni di consumatori (1.650) e
infine da quelle amministrate (99).

Chi ricorre alla giustizia alternativa.
Nel 97% dei casi nel 2005 e nel 95,3% dei casi nel 2006, le tipologie di controversie hanno visto coinvolti un consumatore e una impresa. Seguono le controversie tra impresa e associazioni di
consumatori (1,6% del totale nel 2006: 185), quelle tra cittadino e amministrazione (1,1%: 134), tra impresa e impresa (0,9%: 102), tra impresa e privato (0,4%) e infine tra impresa e
professionisti (0,2%). Nel 93% dei casi (e nel 98,7% dei casi nel 2005) sono i consumatori la parte che attiva la procedura, nel 2,7% sono i professionisti, nell’1,6% sono le associazioni di
consumatori e infine nell’1,4% sono le società di capitali. Se però distinguiamo tra arbitrato e conciliazione, possiamo osservare come l’arbitrato si svolga prevalentemente tra
imprese (quasi 1 controversia su 2 è tra due imprese), mentre la conciliazione tra consumatori e imprese (nel 98,2% dei casi).

Oggetto delle controversie.
Per quanto riguarda le materie oggetto delle controversie della giustizia alternativa, la maggior parte è costituita dalle telecomunicazioni (il 17,9% nel 2005 e il 50,2% nel 2006)
assieme al credito e servizi finanziari (il 79,2% nel 2005 e il 25,8% nel 2006) e ai servizi in generale (18,3% nel 2006). Tra le altre materie che danno luogo a contenzioso ci sono anche le
assicurazioni (1,61% nel 2006), immobiliare (0,9%), commercio (0,5%), trasporti (0,45%), ma anche collaborazioni e consulenze (0,1%), appalti (0,08%), turismo (0,15%), rapporti con i
professionisti (0,12%).

Il valore, i tempi e i costi.
Nel corso del 2005 il valore medio delle controversie è stato pari a poco più di 2,5 milioni di euro, mentre la durata media è stata di 94 giorni. Nel 2006 il valore medio
è sceso a 983 mila euro, mentre la durata media è stata di 96 giorni. Se però non consideriamo gli arbitrati e ci concentriamo solo sulle conciliazioni, ci si attesta su
valori decisamente più bassi: in media 7.800 euro, che scendono a 300-500 euro se consideriamo le conciliazioni non legate alle controversie finanziarie. Anche la durata media è
diversa tra arbitrato e conciliazione: l’arbitrato è un procedimento più complesso e articolato che dura in media circa 6 mesi, mentre per le conciliazioni si scende a 60 giorni.
Per quanto riguarda i costi, nel caso delle conciliazioni il servizio è perlopiù gratuito, grazie alla sovvenzione o dell’impresa che lo offre, come nel caso della conciliazione
paritetica, o a contributi delle regioni insieme all’Autorità delle Telecomunicazioni, per i Corecom, o di altri contributi statali nel caso delle conciliazioni presso le associazioni di
consumatori.

Le Camere di Commercio.
Nel settore dell’arbitrato la rete delle Camere di Commercio è costituita da 69 Camere Arbitrali, 4 Aziende Speciali e 16 forme di associazioni con altre Camere Arbitrali oppure con le
categorie e gli ordini professionali. In 10 anni (1997-2006) sono stati amministrati complessivamente 2.704 arbitrati (il 78,4% relativi a rapporti tra imprese e il 23,6% per rapporti tra
imprese e consumatori). Nel solo 2006 ci sono stati 421 procedimenti arbitrali gestiti dalle Camere di Commercio (il valore più elevato in assoluto in 10 anni: 4,2% rispetto al 2005).
Il valore medio delle domande di arbitrato si assesta sui 424 mila euro. Per quanto riguarda invece le conciliazioni, le domande nel 2006 sono state 9.236 ( 21% rispetto al 2005), mentre le
domande che si sono trasformate in procedimenti a seguito dell’adesione della parte convenuta sono state un terzo (il 34,4% del totale). Sempre nel decennio 1997-2006 sono state gestite
complessivamente quasi 26 mila domande di conciliazione (il 22% relativo a controversie tra imprese e il 78% per controversie in materia di consumo). Il valore medio delle domande di
conciliazione è risultato di 17.500 euro mentre la durata media dei procedimenti è stata di 59 giorni.

La Camera Arbitrale di Milano.
La Camera Arbitrale di Milano è l’azienda speciale della Camera di Commercio di Milano che si occupa di giustizia alternativa. E’ la punta avanzata del sistema delle camere di commercio
sul fronte della giustizia alternativa e il centro italiano più conosciuto, anche a livello internazionale. Nel 2006 sono state 102 le domande di arbitrato ricevute ( 3% rispetto al
2005), di cui ben il 20% presentavano una controversia di natura internazionale. Nel 70% dei casi sono le società di capitali ad essere coinvolte nelle controversie, seguite dalle
persone fisiche (oltre il 20%). La materia industriale, insieme alla societaria e agli appalti sono tra le materie più frequentemente oggetto di arbitrato. Il valore medio degli
arbitrati è di 11 milioni di euro, con una durata media di 351 giorni.
Per quanto riguarda le domande di conciliazione, nel 2006 sono state 320 ( 22%). Nel 32% dei casi c’è il coinvolgimento di una impresa e un consumatore, nel 68% di due aziende. La durata
media delle procedure è di 34 giorni, mentre il valore delle controversie è sui 128 mila euro in media. Solo nel 5% dei casi le parti si alzano dal tavolo della conciliazione
senza aver risolto la controversia che le separa.
Dal 2005 è attivo anche l’Italy-China Business Mediation Centre (Centro di conciliazione commerciale italo-cinese) che nel 2006 ha visto triplicare il numero di domande depositate (15:
in particolare relative al mancato pagamento di merci e forniture) e raddoppiato il valore medio delle stesse (110 mila euro).
Infine è attivo dal 2002 un servizio di risoluzione telematica delle liti, Risolvionline, che ha registrato nel 2006 un incremento del numero di domande depositate ( 35%),
prevalentemente da parte di consumatori, e in relazione a controversie nate dall’e-commerce, dal turismo online e dalle aste online.