Una politica attenta e lungimirante per le commodities

Una politica per le commodities, con adeguati strumenti di gestione dei mercati a livello comunitario e uno sguardo attento alla ricerca e all’innovazione, è quanto serve, a parere del
presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni, alla maiscoltura europea di fronte alle nuove prospettive dei mercati internazionali.

Confagricoltura ricorda che in Italia la coltivazione del mais interessa mediamente una superficie di circa 1,1 milioni di ettari escluso il mais ceroso. La produzione 2007 è stimata
attorno ai 9,5 milioni di tonnellate, sostanzialmente stabile rispetto al 2006.

Nella Comunità Europea, invece, la produzione totale di mais del 2007 è diminuita di circa il 13% rispetto al 2006, scendendo da 54,2 a 47,5 milioni di tonnellate.
Contemporaneamente sono aumentate le importazioni nella UE: oltre 8 milioni di tonnellate, di cui circa 2 milioni in Italia, nel 2007 e una previsione di 10 milioni di tonnellate nel 2008.

Importazioni di mais in Italia

Anno 2004

Anno 2005

Anno 2006

Anno 2007 *

Ton. 1.434.134

Ton. 1.195.807

Ton. 1.538.154

Ton. 1.998.972

* dato 2007 provvisorio

Le scorte di mais, a livello comunitario e mondiale, sono in costante diminuzione.

Questa situazione ha fatto si che a partire dal mese di settembre 2007 i prezzi del mais in Italia e in Europa siano stati caratterizzati da una tendenza costante all’aumento, pur con una pausa
di riflessione a fine anno. In questo primo scorcio del 2008 tale tendenza si è confermata, con quotazioni che hanno superato i 200 euro/tonn., a causa della minore disponibilità
sul mercato europeo.

L’aumento delle richieste d’importazione ha influito anche sui prezzi negli USA, passati dai 100 euro dello scorso settembre agli attuali 150 euro/tonn. franco produttore.

«Tale tendenza sembra destinata a perdurare – ha detto il presidente Vecchioni intervenendo alla IV giornata europea del mais a «Vegetalia» – complice la crescita dei consumi
nel settore zootecnico, in particolare in Cina, almeno fino a quando gli USA destineranno quantità rilevanti della propria produzione all’industria dell’etanolo. Emerge dunque la
necessità di prestare attenzione alla nostra capacità di auto approvvigionamento»

Tra l’altro le coltivazioni transgeniche, nel mondo, sono in costante crescita. Nel 2006 si è superata la soglia storica dei 100 milioni di ettari (di cui 59 soia, 25 mais e 13 cotone).
E nel 2007 si è registrato un incremento del 12% delle superfici, che sono oggi 114,3 milioni. Il mais geneticamente modificato è cresciuto notevolmente, passando da 25 a 35
milioni di ettari. Anche in Europa, pur con una sola varietà OGM autorizzata per la coltivazione, la superficie investita è aumentata molto nell’ultimo anno; gli ettari sono ormai
oltre 100 mila.

«La conseguenza – ha il presidente Vecchioni – sarà inevitabilmente una crescita dell’importazione di prodotti geneticamente modificati».

Confagricoltura confida che non si prosegua in maniera così sbilanciata. Si accentuerebbe, infatti, quel paradosso per cui gli agricoltori europei non possono utilizzare innovazioni
tecnologiche di cui invece i propri competitors a livello mondiale dispongono. Mentre devono subire l’importazione di prodotti che essi non possono coltivare.

Sullo sfondo di tale evidente sperequazione, Confagricoltura evidenzia la mancanza di un approccio pienamente scientifico in materia di Ogm, che in Italia fatica ancora ad affermarsi.

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