Presto un sms sul telefonino darà pronta conferma sull’effettiva provenienza pontina dell’oliva di Gaeta. Il gustoso prodotto laziale sarà infatti il primo in Italia ad adottare,
dalla prossima campagna olivicola, il sistema di rintracciabilità Unaprol.
I risultati della sperimentazione sulle olive da tavola avviata dalle aziende olivicole del basso Lazio saranno presentati oggi al convegno organizzato dall’Aspol, l’associazione olivicola
della provincia di Latina aderente all’Unaprol su ‘Le olive da tavola di varietà Itrana della provincia di latina: iniziative e strumenti per la rintracciabilità e la
valorizzazione del mercato’. Poter aver informazioni sull’origine dell’oliva con un sistema cosi’ semplice, osserva il presidente dell’Aspol Giovanni D’Achille, ”sviluppa la cultura del
territorio territorio e dell’origine obbligatoria in etichetta; sono temi che appassionano il consumatore e che contribuiranno alla crescita del sistema delle imprese olivicole della provincia
di Latina”.
”La tracciabilità – dice il presidente di Unaprol Massimo Gargano – e’ una partita strategica tutta da giocare insieme al tema dell’indicazione di origine obbligatoria in etichetta. Si
vince solo puntando sulla qualità del prodotto e non sulle imitazioni ma per raggiungere certi obiettivi occorre accompagnare i consumatori in un percorso virtuoso della conoscenza della
diversità dei prodotti e della rintracciabilità dei loro sapori autentici. Ed e’ la ricerca di determinati sapori – osserva ancora Gargano – la base del successo del prodotto di
qualità targato made in Italy”.
La varietà itrana, diffusa in provincia di Latina occupa una superficie complessiva di 9.500 ettari, pari al 76% della superficie olivicola pontina. Si coltiva nella zona collinare dei
Monti Ausoni, Lepini ed Aurunci su una terrazza naturale lunga ben 100 chilometri. La maggiore produzione di olive e’ concentrata nei Comuni di Itri, Cori, Rocca Massima e Sonnino.

Fonte: www.ansa.it