Unionalimentari: sul bonus ricerca e sviluppo tradite le aspettative di migliaia di PMI

Unionalimentari: sul bonus ricerca e sviluppo tradite le aspettative di migliaia di PMI

Roma –  È con rammarico ed una certa frustrazione che UnionAlimentari-CONFAPI, l’Unione Nazionale della Piccola e Media Industria Alimentare, reagisce all’esclusione di oltre 20mila
imprese dal beneficio del bonus per la ricerca, il 76% dei contribuenti che ne hanno fatto richiesta. La scelta di un meccanismo di prenotazione cronologico e soprattutto il cambiamento delle
regole alla fine di novembre 2008 suscitano lo sdegno dei tanti imprenditori che vedono così violato il principio costituzionale e la buona fede nel “buon andamento e
nell’imparzialità dell’amministrazione” (art. 97 Costituzione e art. 10 legge 212/2000 dello Statuto del contribuente).

Un comportamento che penalizza gli investimenti. Oltre il 70% delle imprese che ha utilizzato il credito d’imposta negli anni passati ha infatti continuato ad investire in ricerca e sviluppo,
una questione di primaria importanza per un Paese che investe molto meno degli altri stati europei in ricerca e innovazione e che poco finanzia privatamente l’università. La mancata
erogazione dei fondi mina i rapporti fra la piccola e media impresa (e non solo) ed i centri di ricerca, scoraggia gli investimenti e la competitività di medio-lungo termine delle
imprese italiane. Il provvedimento ha infatti tradito le aspettative di tanti imprenditori e lascia un’ombra sui principi di trasparenza amministrativa e di legittimo affidamento nei confronti
di una norma agevolativa introdotta ben due anni fa e modificata in corso d’opera. Un difetto di trasparenza che colpisce innanzitutto i progetti più meritevoli ed innovativi, proprio
perché non è stata prevista alcuna valutazione in tal senso.

Il Presidente Nazionale Renato Bonaglia: “Le notifiche di diniego del nulla osta alla fruizione del credito per ricerca e sviluppo, giunte a migliaia di imprese che si erano impegnate in
investimenti che mai come in questi tempi sono difficili da far rientrare nei nostri bilanci sono un vero affronto. Chiediamo con forza al ministro dell’economia e delle finanze Giulio Tremonti
un impegno preciso a finanziare la misura per tutte le PMI che vi hanno aderito e che ora si ritrovano in una situazione che ne aggrava gli equilibri contabili. Un provvedimento che deve essere
garantito perlomeno per gli anni 2008 e 2009”.

Le scelte fatte in questa occasione dal Governo sono in netto contrasto con le tanto annunciate politiche di sostegno all’impresa, e si configurano come impegni successivamente non mantenuti. A
danno della piccola e media impresa italiana, dei suoi occupati e della capacità di competere sui mercati internazionali dove l’innovazione e l’alta qualità delle produzioni
rappresentano gli unici strumenti per mantenere ed incrementare le quote di mercato.

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