UnPOperExPO: il progetto e le aspettative raccontati da Giampietro Comolli

UnPOperExPO: il progetto e le aspettative raccontati da Giampietro Comolli

(Presentazione ufficiale: 29 novembre, Milano Palazzo Regione Lombardia alla presenza del Presidente Roberto Formigoni, commissario di Expo)

In tempi migliori, un progetto come quello dell’amico Giampietro, sarebbe stato accettato ad occhi chiusi perchè un’occasione come questa non si ripresenterà mai
più.

Oggi le varie amministrazioni devono combattere con la gestione delle spese e, invece degli occhi, sono costrette ad aprire con grande cautela il cordone della borsa. (non tutte, perchè
pare che qualcuna non si sia ancora accorta che il tempo delle vacche grasse è finito).

Il progetto è geniale perchè si presta in modo perfetto ad un vero gioco di squadra per unire le forze e fare lievitare l’effetto positivo di ritorno d’immagine di un mosaico
fatto di tante eccellenze caratteristiche locali, e quindi di turismo, una risorsa ecologica che fa da catalizzatore all’economia di tutte le Regioni interessate.

Giampietro, oltre che un esperto professionista delle bollicine, è un vecchio amico instancabile,  e pertanto cercheremo di dargli il nostro supporto,  in questa sua impresa
che darà beneficio a tutto il Made in Italy. E cercheremo di dare voce anche gli Enti, le Amministrazioni, le aziende che si uniranno alla cordata, mettendo a disposizione l’autorevolezza
di Newsfood.com nel mondo del web.

 
Abbiamo chiesto a Giampietro di cercare di convincerci, come se fossimo un potenziale “sponsor” del progetto “UnPOperExPO” .
Ne è scaturita una lezione di Marketing turistico da Master universitario.
Giuseppe Danielli

Giampietro Comolli
UN PO: UN FIUME DI ECCELLENZE ALIMENTARI, CULTURALI, STORICHE, TURISTICHE
 
La più completa destinazione turistica in sintonia con i temi di EXPO2015: ” Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita “.
Biglietto da visita e progetto di attrazione per i visitatori di Expo 2015. Da Milano a Venezia una “meta”  per 20 milioni di ospiti provenienti da tutto il mondo.  
Mettere in rete le filiere, le iniziative, gli impegni e le manifestazione di eccellenza per presentare un unico Bel Paese.

Il 29 novembre 2012 si presenta il progetto a Milano al Palazzo della Regione. Coinvolgere in primis gli enti Pubblici e poi le imprese per la realizzazione concreta.  La valle del fiume Po
come esempio di nutrizione, di energia mentale e alimentare per la vita.
 
L’Expo di Milano è una occasione unica per presentare il successo del made in Italy alimentare, la capacità di realizzare un territorio dedicato ad eccellenze alimentari, derivanti
dalla cultura, storia, origine r tipologia di imprese e persone. Ma ha anche un risvolto economico.
Si stimano 20 milioni di euro gli investimenti, finanziamenti diretti e indiretti, 70 mila posti di lavoro nell’area, circa 140 miliardi di ricavi presunti per le imprese, oltre a tutto quello
che può significare ricettività, ospitalità, vendita prodotti, souvenir alimentari, immagini, cultura, musei.
Senza pensare anche che un intervento strutturale, e infrastrutturale di questa portata, non può essere vincolato alla tempistica, ma deve durare negli anni, aiutare a vivere meglio in
pianura Padana, creare nuovi contatti, dare una continuità di flussi e di interessi.  
 
Lungo il Po si producono i migliori formaggi a pasta dura al Mondo, i migliori salumi, gli allevamenti più all’avanguardia ma anche “gioielli” alimentari e di sanità nutrizionale
meno noti. Centinaia di osterie, ristoranti, locande lungo gli argini del fiume: oltre 300 km navigabili con barche diverse,  20 attracchi fluviali esistenti, 10 motonavi attive, 1300
chilometri di percorsi ciclabili, 800 km di strade bianche degli argini, flora e fauna caratteristica degli ambiti acquiferi, pace e tranquillità di un delta e di un fiume che porta con se
storia. Dai monasteri Benedettini ai Cluniacensi che disboscarono e insegnarono a coltivare, le prime bonifiche, centri di cultura e degli orti, uso della alimentazione e dei prodotti come
medicina o coadiuvanti terapeutici, luoghi di soggiorno e riposo per chi attraversava il nostro Paese da Nord a Sud, ponti di strade famose come la Francigena , la Romea e la Claudia
Augusta.
Un grande  “genius loci” di grande forza per far crescere un Paese, per trasmettere a tanti visitatori l’idea di creare un sistema di eccellenza, di ospitalità, di conoscenza
alimentare come fonte di energia, come istruzione e formazione alla vita. Milano punto di partenza, Venezia traguardo di un viaggio che racconta migliaia di anni di storia “padana”,da Padus, nome
latino del fiume PO.
 
Giampietro Comolli, una occasione per fare sistema e presentare sul campo il made in Italy?
E’ una opportunità per turismo, arte, cultura, architettura e tutto l’ambiente, paesaggi e agricoltura, prodotti tipici, ricette alimentari e anche l’acqua del grande fiume, protagonista
come fonte di energia per coltivare, allevare, produrre e nutrire. Penso a quanto istruttive possano essere le visite alle abazie della Certosa di Pavia, di Morimondo, di Chiaravalle della
Colomba, di Bobbio, di San Benedetto Po, tanto per citarne alcune, simboli di bonifica di terreni, coltivazione dei campi, allevamenti, erbe medicamentose, ospitalità ai viandanti,
traghettatori. La ricerca in questi luoghi è alla base della nutrizione di oggi per gli abitanti della pianura Padana, per esempio la conservazione di formaggi, salumi, carne, pesci,
bevande: se si osserva, si comprende che grazie a questa tecniche di conservazione, un tempo si poteva viaggiare, si poteva tenere il cibo e oggi li conosciamo grazie a queste pratiche.
 Infine un Delta che è un parco produttivo, che è ricco di flora e di fauna unica, che segna il confine fra acqua dolce ed acqua salata, unisce la cultura veneta con quella
emiliana. Una ricchezza nazionale poco sostenuta e valorizzata. Un insieme di occasioni culturali e escursionistiche per tutti i gruppi.
 
Una occasione per riqualificare e risolvere annosi problemi di accesso , uso e destinazione del grande fiume?
Certamente, assolutamente, indispensabile. La mia idea è proprio quella di dare un servizio durante l’Expo e darlo nel modo migliore, ma soprattutto che gli investimenti, gli sforzi di
tutti, il grande progetto unitario e di sistema economico-strumentale-turistico diventi anche una occasione per far diventare l’asta del fiume una strada percorribile sempre, un modo per fare
vacanze quotidiane, un modo per aggregare investimenti e lasciare nel tempo una ” infrastruttura” naturale al servizio delle generazioni future anche in termini di qualità della vita, di
ritorno a certi valori , a non dimenticare e a poter magari avere servizi logistici, di trasporto, infrastrutture ferroviare e metropolitane di superficie che permettano di raggiungere i centri
industriali e pensanti della Padania anche da centri minori, dalla provincia. Non vedo l’expo solo come evento temporaneo, ma come costruzione di un progetto di vita integrato per chi vive in
Pianura Padana, una delle regioni Europe e mondiali più forti in termini di business, ma che deve essere ben integrato, per durare, con l’ambiente. Da secoli la corrente, l’aria, l’energia
del grande fiume “padano” trasportano ricchezza di prodotti, di vita, di cultura e di storia.
 
Un grande investimento che va oltre l’Expo e i suoi 183 giorni di apertura?
Giustissimo, questo è il vero obiettivo del nostro progetto da presentare a Expo. Il Po è una via antica e moderna, perché è stata “strada” per trasportare beni e
persone, oggi è la spina dorsale di un grande territorio produttivo, alimentare, culturale. Una Food Valley. Ma non solo. Un fiume che può puntare alla  ospitalità e
accoglienza, ma dovrà migliorare l’alveo, renderlo navigabile in certi punti anche a monte della chiusa di Isola Serafini  a Piacenza, creare approdi e attivare un sistema di barche
per un turismo mondiale. Un fiume che è stato testimone storico di vicissitudini culturali e religiose, che ha unito e diviso, che ha segnato confini fra stati, che è costellato di
città d’arte come Mantova, con oltre 50 castelli e fortilizi a poca distanza, molti visitabili. Ha visto nascere corti e orti monastici che sono stati energia per la vita materiale e
spirituale. Si potrebbe oggi pensare di riscrivere un progetto per Expo che segue “il viaggio nella valle del Po” di Mario Soldati nel 1957….
 
Il bacino del Po come espressione concreta del tema Expo2015?
Expo, secondo me, deve “sfruttare” il fiume Po e proporlo come attrazione turistica perché studiandolo, si è realizzato il progetto che ruota intorno allo stesso Po è in
linea con le motivazioni dell’Expo… nutrire il pianeta, energia della vita dunque legato all’alimentazione, con la possibilità di far conoscere prodotti alimentari, agro alimentari, da
sempre settore primario e punto di partenza per una società civile, per uno sviluppo economico, cosa che la pianura e il bacino del Po hanno fatto in 3 mila anni… facendolo diventare
luogo dove assaporare il piacere, il gusto luogo da frequentare e conoscere sempre più. L’Expo deve essere anche un motore di cambiamento e sviluppo, far partire un meccanismo di
navigabilità più estesa, più diversificata. Spesa enorme che può essere iniziata subito e magari completata con i ricavi che ristoranti, osterie, compagnie di
navigazione, attracchi portuali, outlet, negozi, ristori di sosta possono avere proprio grazie alla comunicazione e promozione dell’Expo. Il progetto prevede di investire in comunicazione
mondiale.  Già da adesso, da Mantova, da Cremona alla foce i visitatori, possono in gran parte navigarlo.
 
Come si articola l’avviamento del  progetto e la individuazione delle eccellenze?
Il progetto è steso e viene presentato ufficialmente il 29 novembre a Milano al Palazzo della Regione Lombardia alla presenza del Presidente Roberto Formigoni, commissario di Expo.
All’inizio è solo una raccolta dettagliata e precisa dei “desiderata” degli enti pubblici locali, come Province, che hanno già il polso delle richieste, calendari, investimenti,
sistemi locali, ambiti di sviluppo, strutture e infrastrutture congelate e bloccate. Stiamo facendo incontri dedicati con i Presidente delle Province, Sindaci, Referenti organizzazioni
professionali e produttive. Incontro fondamentali, dopo di che entro max un anno incontri con imprenditori interessati, definizione opere, assegnazione incarichi, costituzione di una NewCo.
 Mantova, Alessandria, Rovigo hanno già aderito, Piacenza, Cremona, Milano, Reggio Emilia sono state informate. Si resta in attesa dell’adesione formale. Tutte le 4 regioni e le
province vicino a Milano hanno l’opportunità di esprime un proprio asset collegato al tema e ai prodotti di Expo che ne esalti la storia e il “genius loci” in un progetto unico, nazionale,
comunitario, continentale che strategicamente ponga le diversità e differenze, in una ottica unitaria di grande spessore, solo eccellenze, di peso, di investimento collettivo, di valore
aggiunto e di benefica prospettiva futura per milioni di abitanti del bacino. E’ evidente che le altre centinaia iniziative non sono cancellate, ma figurano corollario autonomo di ogni territorio
se in grado di “connettere” con il progetto spina dorsale.  Supponiamo che centinaia di migliaia di imprese piccole, in questo modo,  diventano una sola, grande e possono restare dopo
sul territorio e negli ambiti riqualificati.
 
Quali le eccellenze che si potranno assaggiare lungo gli argini del fiume?
Milano, sede dell’Expo è il punto di arrivo o di partenza, gli aeroporti e le ferrovie sono strategici e dovranno informare, anche Venezia, sede della cultura, dell’architetture è
un punto strategico. Tutte le agenzie viaggi del Mondo devono essere informate e possono creare i pacchetti turistici a seconda dei tematismi, dei tempi, delle necessità del visitatore.
Nulla di scontato, ma grande ospitalità e affabilità. Si parte da Alessandria con tutto quello che è dolci, cioccolato, riso, vini, poi in Oltrepo pavese e piacentino, con i
vini frizzanti e i vini spumanti, l’area del re Lambrusco e a Ferrara con la Fortana quindi c’è tutta la parte a sud del Po. Poi carne, allevamenti, maiali e salumi a cavallo del fiume, i
salami di Pavia e Piacenza, i prosciutti e il culatello di Parma, la salama di Mantova e Cremona, la mortadella. Quindi i formaggi da Pavia a Lodi, da Parma a Brescia, da Modena a Reggio: il
Grana Padano e il Parmigiano Reggiano. Per vini con bollicine, per i formaggi a grana dura, per i salumi stagionati e le relative certificazioni e tracciabilità la Pianura Padana è
leader mondiale, senza dimenticare l’abbinamento con storia, gastronomia, arte, cultura, architettura.
 
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