Uova alla diossina anche in Italia. Il ministro Fazio: “Quantità minima e tutte rintracciabili”

Uova alla diossina anche in Italia. Il ministro Fazio: “Quantità minima e tutte rintracciabili”

Le uova alla diossina, provenienti dagli allevamenti contaminati in Germania, sono arrivate anche in Italia. Ciò detto, l’allarmismo è fuori luogo: tali prodotti sono in
quantità minima e, grazie agli appositi marchi, rintracciabili ed identificabili.

Lo afferma il ministro della Salute Ferruccio Fazio che, come i colleghi europei, segue da vicino la situazione tedesca ed il possibile arriva di alimenti alla diossina.

Proprio per evitare problemi del genere, le autorità di Roma hanno disposto una sistema di filtraggio, a tutela del consumatore.

Per iniziare, il Ministro mette in chiaro come le le uova italiane, marchiate e tracciabili, “Sono garanzia di sicurezza anche in Germania”. Stesso discorso per le altre esportazioni tricolori,
come latte e carne.

Inoltre, è stata inviata una specifica lettere agli importatori di alimentari dalla Germania, che richiede loro di effettuare test mirati per la diossina. Infine, il livello di finale di
controllo sarà competenza dei NAS, che effettueranno controlli a campioni.

E la vigilanza non si allenta, sia dentro che fuori i confini.

Il 12 è prevista a riunione tecnica a Bruxelles: i politici UE discuteranno misure comuni contro il propagarsi degli alimenti in questione. Poi, il 13 gennaio, il problema sarà
affrontato in maniera nazionale. Quel giorno, spiega Fazio, “Ho convocato una riunione con i tecnici che hanno partecipato all’incontro di Bruxelles, i NAS e le Regioni. Insieme si metteranno a
punto modalità di controllo a campione per realizzare un secondo filtro”. Inoltre, “Per il latte a lunga conservazione e le carni suine, sui quali non è prevista l’etichetta che
indica l’origine, potremmo contare su questo doppio filtro”.

Matteo Clerici

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