L’industria agroalimentare, guidata dal colosso Dole Food, ha deciso di identificare i propri prodotti grazie a un contrassegno di radio frequenza, per poter rintracciare la provenienza della
verdura contaminata, in seguito all’allarme contaminazione degli spinaci Dole dell’estate scorsa. E’ quanto riporta il Wall Street Journal. A partire dal codice apposto per esempio su un
sacchetto di spinaci, i produttori possono arrivare a tracciare dunque l’intero percorso della verdura fino alla fattoria di origine, passando per il trasporto e il processo di lavorazione.
L’emergenza è scattata nel settembre del 2006, quando gli spinaci impacchettati della Dole Food, contaminati col batterio E. coli, hanno causato tre morti e più di 200 contagi per
avvelenamento. Il problema finora è stata proprio la scarsa reperibilità della provenienza della verdura contaminata, dovuto soprattutto all’assenza di “tracce” scritte. Negli
ultimi 22 principali casi di verdura contaminata, non si è infatti riusciti a individuare con esattezza la fattoria di provenienza di questi prodotti. Quest’ultimo episodio ha provocato
un calo del 34% delle vendite di spinaci confezionati nei supermercati a dicembre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Grazie a questa strategia, la Dole Food spera dunque di
ristabilire la fiducia nei suoi prodotti dalla parte dei consumatori, oltre a voler evitare in futuro costose azioni legali.

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