USA. Mais OGM, scarti ed inquinamento: il caso della Corn Belt

USA. Mais OGM, scarti ed inquinamento: il caso della Corn Belt

I campi di Mais OGM producono (come effetti collaterali) proteine insetticide usate contro i parassiti, tutoli ed altri prodotti di scarto delle lavoratori. Questo insieme di cose finisce nei
fiumi vicini e viene trasportato a grandi distanze, modificando (ed inquinando) anche ecosistemi lontani.

Questa la tesi di una ricerca del Cary Institute, diretta dall’ecologa Emma Rosi-Marshall e pubblicata su “Proceedings of the National Academy of Sciences” (PNAS).

Il team guidato da Emma Rosi-Marshall ha preso in esame la regione detta Corn Belt, nel Midwest, USA. In tali zone, i vegetali geneticamente modificati sono quasi la normalità: per gli
addetti ai lavori, l’85% del mais prodotto negli Stati Uniti era geneticamente modificato, per resistere meglio ad insetti e patogeni, ma anche all’azione degli erbicidi.

Tra le diverse varietà, i ricercatori si sono concentrati sul mais Bt (63% delle coltivazioni), che è modificato per generare alcune proteine insetticide, una delle quali è
comunemente indicata come Cry1Ab. Alla fine del raccolto, nei campi di mais si lasciano i materiali di scarto sul posto. Questa è la regola della cosiddetta non- lavorazione (“no-till”):
in questo modo, l’erosione del suolo viene minimizza, ma cresce la dispersione del materiale nei canali idrici.

Per verificare ciò, la squadra del Cary Institute ha effettuato prelievi di materiale in 217 siti dello stato dell’Indiana, circa 6 mesi dopo il raccolto del mais. Le analisi hanno
individuato la presenza delle proteine Cry1Ab disciolte in almeno un quarto dei corsi d’acqua. In più, l’86% dei canali, in particolare, conteneva residui della lavorazione del mais e il
13 per cento di essi aveva livelli rilevabili di proteine Cry1Ab.

Infine, gli esperti hanno messo a confronto i luoghi dei prelievi con quelli delle piantagioni OGM, rilevati tramite i dati del Dipartimento dell’agricoltura. In questo modo, è stato
evidente come tutti i siti con proteine insetticide Cry1Ab erano posizionate entro 500 metri da campi di mais.

Conclude perciò Rosi-Marshall: “La ricerca si aggiunge al corpo di prove scientifiche che mostrano come i prodotti di scarto del raccolto del mais possono andare dispersi nella rete di
corsi d’acqua, e come i composti associati alle colture geneticamente modificate, come le proteine insetticide, possano passare nei canali adiacenti ai campi. Tutto ciò può avere
conseguenze importanti per gli ecosistemi idrici anche su lunghe distanze, dato che i corsi d’acqua della Corn Belt finiscono nel fiume Mississippi”.

FONTE: Jennifer L. Tanka, Emma J. Rosi-Marshallb, Todd V. Royerc, Matt R. Whilesd, Natalie A. Griffiths, Therese C. Frauendorfa, and David J. Treeringb, “Occurrence of maize detritus and
a transgenic insecticidal protein (Cry1Ab) within the stream network of an agricultural landscape”, PNAS Published online before print September 27, 2010, doi: 10.1073/pnas.1006925107

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento