Usa: Nasce il Biocircuito, il primo circuito vivente

Usa: Nasce il Biocircuito, il primo circuito vivente

Il batterio che e’ uno dei piu’ comuni ‘inquilini’ dell’uomo e’ diventato il protagonista del primo circuito vivente: una colonia di Escherichia coli e’ stata geneticamente modificata in modo che
tutti i suoi componenti rispondano nello stesso modo a un comando esterno.

L’esperimento, condotto negli Stati Uniti e descritto nell’edizione online della rivista Nature Chemical Biology, permettera’ di migliorare l’efficienza dei batteri utilizzati come fabbriche di
proteine e farmaci. Permettera’ cioe’ di controllarne il comportamento piu’ facilmente, dal momento che oggi non tutti i batteri-fabbrica si comportano allo stesso modo. Alcuni sono infatti
‘individualisti’ e vanno controcorrente.

Perche’ questo accade lo hanno scoperto i bioingegneri della Duke University e il fenomeno si chiama ‘bistabilita’: e’ la possibilita’ per una cellula di trovarsi in due stati, a seconda di come
viene stimolata. Per l’ingegnere biomedico Lingchong You, che ha coordinato la ricerca, adesso sara’ possibile controllare il comportamento dei batteri geneticamente modificati proprio come i
programmi informatici controllano i computer: l’alterazione genetica e’ il software e l’organismo unicellulare e’ il computer, ed entrambi si influenzano reciprocamente.

‘In una popolazione di cellule identiche, alcune di esse possono agire in un modo, mentre altre in un altro modo.
Tuttavia questo processo sembra avvenire in un modo prevedibile e da considerare quando si progetta un biocircuito’, scrivono i ricercatori. Questa possibilita’ e’ stata osservata per la prima
volta in modo diretto nell’esperimento condotto nella Duke University: una colonia di batteri geneticamente modificati e’ stata organizzata in un circuito e, quando e’ stata stimolata da un
segnale esterno, alcuni batteri si sono orientati nella posizione ‘on’ e si sono moltiplicati piu’ lentamente, mentre altri si sono orientati nella posizione ‘off’, crescendo piu’
velocemente.

‘E’ come se la colonia ricevesse il comando di non espandersi troppo velocemente quando il circuito e’ ‘on”, spiegano i ricercatori. ‘Una volta capito questo, abbiamo utilizzato modelli
informatici per predire quante cellule ci sarebbero state nella posizione ‘on’ e quante in ‘off’. Quello che abbiamo osservato poi nell’esperimento – concludono – ha confermato le nostre
previsioni’.

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