Franco Frattini, commissario europeo per la Giustizia, la libertà e la sicurezza, ha parlato della necessità di impiegare la tecnologia al fine di proteggere i cittadini europei e
di tutelarne la privacy.

La Commissione sta già finanziando la ricerca nel campo della sicurezza a titolo del Settimo programma quadro (7°PQ) per un importo di quasi 1,5 Mrd EUR. L’azione preparatoria per la
ricerca in materia di sicurezza contribuisce inoltre allo sviluppo della politica in tale materia in Europa, in particolare per quanto riguarda le frontiere.

Ma la Commissione ha molti altri programmi. Nel 2008 Franco Frattini presenterà una comunicazione sull’impiego delle nuove tecnologie per la gestione efficiente delle frontiere.
«È necessario individuare chi si trattiene in un paese più del consentito, persone che sono entrate legalmente nell’Unione europea, ma hanno approfittato troppo a lungo
dell’accoglienza. È giunto sicuramente il momento di riflettere su come sostituire la timbratura manuale dei passaporti con un sistema elettronico che emetta segnali automatici»,
ha affermato.

Il commissario Frattini ha inoltre garantito che si verificherà se è necessaria una normativa specifica del settore al fine di applicare i principi di protezione dei dati alle
nuove tecnologie.

Molte delle nuove tecnologie progettate allo scopo di garantire la sicurezza rischiano anche di ledere la privacy, per esempio quelle che utilizzano le tecnologie dell’informazione e della
comunicazione (TIC). Occorre pertanto intensificare la ricerca al fine di sviluppare tecnologie aggiuntive intese alla protezione dei dati personali e della privacy.

«La gente ripone in noi una duplice fiducia: i nostri cittadini ci affidano il compito di proteggerli contro la criminalità e gli attacchi terroristici, ma ci chiedono allo stesso
tempo di tutelare i loro diritti fondamentali. Non possiamo rischiare di perdere questa fiducia», ha dichiarato Franco Frattini.

Il commissario ha chiesto maggiore coinvolgimento da parte di tutte le parti interessate. Al momento, le diverse parti non sempre comunicano tra di loro, o non lo fanno a sufficienza, ha
affermato aggiungendo che questa situazione deve migliorare affinché tutti abbiano una visione chiara e condivisa delle priorità, dei bisogni e dei limiti della ricerca europea in
materia di sicurezza.

Il commissario ha infine affermato che la ricerca condotta da singole società, governi o università non deve essere svolta isolatamente e i responsabili politici dovrebbero
prestare attenzione ai risultati della ricerca nel campo della sicurezza quando elaborano nuove politiche.

«I problemi odierni ci richiedono di utilizzare soluzioni tecnologiche dedicate. Abbiamo il dovere di svilupparle. Abbiamo il dovere di essere innovativi», ha dichiarato Frattini.
«E dobbiamo sempre essere un passo avanti rispetto ai criminali, ai terroristi o a coloro che cercano di minare la nostra privacy e sicurezza.»