Chiedono all’Unione europea regole certe per poter mantenere i propri territori liberi da Ogm. Ma nello stesso tempo sono pronte a utilizzare tutti gli spazi normativi esistenti per affermare
il diritto dei coltivatori a non correre il rischio di contaminazioni, e anzi rilanciano la sfida per un agricoltura europea all’insegna della sostenibilità e della qualità. E’
questo in sintesi quanto affermano le 42 regioni europee della rete Ogm-free a conclusione della conferenza a Torino.

Nei due giorni di lavoro i rappresentanti di varie aree europee, dalla Spagna alla Grecia, dall’Austria al Regno Unito, sino all’Italia (con 10 regioni e la Provincia di Bolzano) hanno
rafforzato la loro linea di difesa contro l’ingresso di coltivazioni transgeniche, esprimendo le loro posizioni in un una dichiarazione finale nella quale è stato di fatto assorbito
anche l’accordo con la Commissione internazionale sul futuro del cibo illustrato ieri pomeriggio, che permetterà di allargare su scala mondiale la battaglia per un’agricoltura
all’insegna della qualità e della tipicità. ‘Abbiamo riscontrato un elevato livello di coesione tra tutti i soggetti della rete – ha evidenziato l’assessore all’agricoltura
della Regione Toscana in qualità di coordinatore della rete – questo rafforza una battaglia che continueremo a condurre con grande impegno, sia promuovendo le azioni della rete,
sia sostenendo la ricerca scientifica, sia compiendo un costante lavoro di pressione su parlamentari e istituzioni comunitarie’.

Nella dichiarazione finale viene ribadita la necessità di regole europee certe per consentire alle istituzioni regionali e locali di mantenere i propri territori Ogm free. Ma, sin quando
la Commissione europea non si impegnerà in questa direzione, le Regioni della rete intendono muoversi verso obiettivi più immediati: il contributo al varo di linee guida nazionali
che prevedano la possibilità per territori estesi come regioni di dichiararsi Ogm free, la costituzione di aree senza Ogm sulla base di accordi volontari tra i produttori con il sostegno
delle istituzioni locali, lo strumento della moratoria quale opzione specie per situazioni-limite.

Nel testo si ribadisce anche il ‘no’ a una soglia di tolleranza per sementi e materiale di propagazione che comporterebbe altissimi rischi di contaminazione.

La dichiarazione finale comprende anche gli obiettivi della collaborazione con la commissione internazionale per il futuro del cibo e dell’agricoltura sulla quale l’assessore regionale per la
rete e Vandana Shiva, in qualità di presidente della Commissione internazionale sul cibo hanno sottoscritto una dichiarazione d’intenti.

I contenuti della dichiarazione sono finalizzati a proteggere la biodiversità e in quest’ottica a difendere i diritti degli agricoltori di essere liberi da Ogm, e a promuovere un modello
di agricoltura sostenibile, basato sulla qualità delle produzioni, sulla valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio, sulla diversità dei saperi e delle varietà locali, e
su un nuovo rapporto tra produttori e consumatori. L’impegno che sottende il documento è anche quello di lavorare per favorire la conclusione di accordi internazionali finalizzati a
garantire approvvigionamenti di materie prime di alta qualità certificata ‘OGM-free’ e di lavorare per la protezione della biodiversità, per la tutela dei semi e per la
libertà di scambio delle sementi tra diverse comunità.

Massimo Orlandi

www.regione.toscana.it