Dal fondatore di Atari arriva un
locale dove si mangia, si socializza, ma sopratutto si gioca. Con molta attenzione per i particolari e una ricetta vagamente maliziosa.

«Quando si mangia, non si gioca». Quante volte ce lo siamo sentito dire dai genitori. E adesso che siamo genitori noi, riprendiamo il tema, e reprimiamo i piccoli… specialmente se
ci troviamo in un luogo pubblico come il ristorante. Convinto del contrario è Nolan Bushnell, uno che di soldi, tecnologie e ristoranti ne capisce. E che col violare questa regola ha
già fatto un sacco di dollari.

Il suo curriculum è impressionante. Fondatore e Ceo di Atari, il nome più storico dei videogiochi. Fondatore della famosissima (negli Usa) catena di ristoranti Chuck E. Cheese,
ispirati ai parchi tematici e dedicati ad un pubblico infantile ( quasi 500 locali, una vera macchina da soldi). Forte della sua esperienza nel far mangiare e divertire i piccini, ha
probabilmente concluso che a far giocare e mangiare ( e bere) i grandi c’è da fare più soldi, avendo questi ultimi il portafoglio più gonfio.

Facendo convergere il mondo del cibo e quello del gioco elettronico, il molto onorevole signor Bushnell ha aperto a Los Angeles l’uWink Bistro, un ristorante ciber-entertainment-wired, pioniere
di una catena in franchising. Il concetto di base è quello della fusione di cibo, ristorazione e entertainment – con il tavolo del ristorante come hub di tutto il sistema. Anche se
non è la prima volta che si vedono schermi informatici sui tavoli dei ristoranti, quello di uWink è frutto di una attenta ricerca sull’ergonomia autoristoratoria (l’interfaccia
è proprietaria, studiata per essere iperintuitiva e lo sviluppo del software che gira nel ristorante è costato un bel 12 milioni di dollari). Il concept del locale scommette tutto
sulle potenzialità di self-entertainment ma anche di socializzazione portando forse alla ridefinizione della ristorazione – e qualcuno parlerà di Ristorante 2.0.

Roberto Venturini

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