Vaccinarsi contro il vaiolo mangiando patate o carote. E questo l’obiettivo di una ricerca nata dalla collaborazione siglata nel 2003 tra Italia e Stati Uniti. Il meccanismo alla base del
vaccino prevede che venga inserito l’acido nucleico del batterio nella pianta, affinché questa produca anticorpi. Chi mangia i tuberi verrebbe cosi immunizzato. La ricerca e’ stata
illustrata da Giuseppe Ippolito, direttore dell’Istituto per le malattie infettive Spallanzani di Roma, in occasione del G7 Messico , tenutosi a Roma. Le ricerche su vaccini ‘vegetali’ “sono
in corso anche per combattere altri agenti infettivi o virali – ha riferito Ippolito – come quello responsabile dell’epatite B. Sono molti infatti i centri italiani impegnati nello studio di un
vaccino che passi attraverso l’ingestione di alimenti. Si tratta di una prospettiva a lungo termine – ha precisato – ma e’ sicuramente una ricerca di frontiera particolarmente importante. Per
quanto riguarda il nostro studio, condotto da diversi gruppi nel nostro Paese, se gli esiti saranno positivi, un domani potremo avere un vaccino contro il vaiolo a partire dagli ortaggi. E
l’obiettivo e’ che la stessa tecnica si applichi anche ad altri agenti batterici o virali.
“Al momento abbiamo messo a punto una piattaforma tecnologica – precisa Ippolito – ora si tratta di vedere cosa accadrà nella pianta. La speranza è che molte malattie infettive
potranno essere prevenute mangiando ortaggi”. Ma l’Italia, contro i rischi di attacchi bioterroristici, “sta lavorando in stretta collaborazione con gli Usa su tutti i fronti e contro ogni
possibile agente virale o batterico – ha assicurato Ippolito – per definire strategie che mettano in condizione il Paese di fronteggiare qualunque emergenza”.

AdnKronos