E’ arrivato in un piatto di riso un vaccino commestibile anti-colera che si può conservare a temperatura ambiente e che rispetto ai vaccini somministrabili via iniezione offre una
copertura immunitaria estesa anche alle mucose, punti di accesso del patogeno. Lo ha creato l’equipe di Hiroshi Kiyono, della Divisione di Immunologia delle Mucose dell’Istituto di Medicina
dell’Università di Tokyo.

Secondo quanto riferito sulla rivista dell’Accademia Americana delle Scienze PNAS, questo vaccino potrebbe essere utile soprattutto nei Paesi in via di sviluppo dove procedere con campagne di
vaccinazione classiche è impresa molto più ardua, inoltre ”potrebbe offrire una strategia pratica ed economicamente efficace per vaccinare oralmente ampie popolazioni contro
infezioni delle mucose, incluse quelle che potrebbero derivare da un atto di bioterrorismo”.

Il colera è una malattia batterica acuta intestinale causata dal Vibrio cholerae. Le infezioni spesso sono asintomatiche o di lieve entità e si risolvono spontaneamente. Dopo un
periodo di incubazione che dura mediamente 1-3 giorni, la malattia si manifesta con un’imponente diarrea. Nei casi gravi, non trattati, la morte può verificarsi entro poche ore, con un
tasso di letalità di oltre 50%; con un trattamento adeguato il tasso scende al di sotto dell’1%. L’infezione viene acquisita attraverso l’ingestione di acqua e cibi contaminati.

Secondo dati OMS nel 2005 è stato riportato un aumento del 30% dei casi di colera rispetto all’anno precedente; il continente più colpito è stato l’Africa, con il 95% del
numero complessivo di casi riportati.

Non solo gli abitanti dei paesi poveri, ma anche i viaggiatori internazionali sono a rischio; questi ultimi per prevenire la malattia devono seguire scrupolosamente le norme di sicurezza
alimentare e vaccinarsi.

Il nuovo vaccino anticolera creato modificando geneticamente la pianta del riso, potrebbe essere una valida alternativa alle vaccinazioni classiche via iniezione, difficili da eseguire a
tappeto in paesi poveri come l’Africa dove le strutture sanitarie sono carenti o del tutto assenti. Problemi logistici, economici, di conservazione pongono di fatto un ostacolo per la
prevenzione del colera in questi paesi.

Gli esperti giapponesi hanno quindi inserito il gene per la tossina colerica nel Dna della pianta del riso. Ne sono venute fuori piantine con la tossina. Il riso raccolto da queste piante
è risultato capace di indurre una risposta immunitaria nell’organismo come dimostrano i primi test di laboratorio in provetta e sui topi.

Il vaccino commestibile creato ha un doppio vantaggio rispetto a quelli che si somministrano con l’iniezione: non solo si conserva a temperatura ambiente senza bisogno di costosi sistemi di
refrigerazione spesso inaccessibili nei paesi poveri, ma è anche più efficace. Infatti mentre i vaccini per iniezione garantiscono una copertura anticorpale sistemica, quello
orale stimola la produzione di anticorpi anche nelle mucose, ovvero le classiche vie d’accesso dei patogeni, bocca, naso, genitali. Nel caso del colera insomma la bocca risulterebbe
immunologicamente protetta con questo vaccino a base di riso.

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