Varata la nuova disciplina per l'agricoltura biologica

Roma – E’ stato approvato dal Consiglio dei ministri del 13 aprile il disegno di legge sullo “Sviluppo e competitività della produzione agricola ed agroalimentare con metodo
biologico”. Un provvedimento atteso da tempo, precisa il ministro Paolo De Castro, che apre una nuova possibilità di sviluppo per un settore vocato della nostra agricoltura.

Il provvedimento disciplina organicamente il settore dell’agricoltura biologica, con l’obiettivo di predisporre strumenti idonei perché assuma un ruolo centrale nel mercato tramite gli
opportuni controlli e le regole necessarie a dare piena tutela ai consumatori, anche in considerazione di una domanda in forte crescita.
Inoltre detta norme in materia di distretti territoriali, regole tecniche, accordi di filiera, promozione delle produzioni nazionali, sistema di controllo e di certificazione, acquacoltura e
monitoraggio delle importazioni.

Un provvedimento destinato a rivoluzionare e a rilanciare il settore, come ha affermato il ministro De Castro: «Tutto il settore del biologico, fino ad oggi, risentiva della mancanza
di un quadro normativo nazionale di riferimento, ha riferito il ministro, soprattutto a seguito della modifica dell’ordinamento comunitario
».
Un provvedimento atteso da tre anni e costruito con il consenso delle parti, spiega il ministro, arrivato al Consiglio dei ministri dopo il via libera ottenuto in sede di Conferenza
Stato-Regioni. Ora inizia l’iter parlamentare che il ministro spera possa essere “rapido in sede referente”, e ha rivolto in questo senso un appello ” agli amici dell’opposizione”.
Il settore biologico ha tutti i numeri per crescere. «L’Italia è un Paese leader nel settore per produzione, superficie investita ed export – rimarca il ministro. Con il
nuovo testo normativo si apre una nuova possibilità di sviluppo per un settore particolarmente vocato della nostra agricoltura
» precisa ancora De Castro che fa riferimento ad
alcune norme contenute nel disegno di legge che riguardano l’etichettatura dei prodotti biologici e l’istituzione di un logo nazionale. ” Con questi strumenti possiamo offrire maggiori garanzie
di tutela per il consumatore” ribadisce il ministro.

La Confederazione italiana agricoltori, Cia, che ha diffuso una nota, considera positive le nuove norme sul biologico ma ritiene necessarie alcune correzioni (soprattutto nella parte che
concerne la ristorazione) in sede di iter parlamentare per poter rispondere in maniera valida alle esigenze dei produttori.
Il provvedimento secondo la Cia va nella direzione giusta ma le correzioni consentirebbero di rispondere con efficacia alle esigenze dei produttori. La Cia ricorda che il provvedimento,
già nel passaggio alla Conferenza Stato-Regioni, ha subito delle modifiche, soprattutto nella parte che riguarda il sistema di controllo e certificazione, utili a rendere più
trasparente tutto il sistema biologico.

Miglioramenti sono stati introdotti nell’articolo relativo all’istituzione del logo nazionale e in quello riguardante il programma nazionale per l’informazione e la promozione del biologico.

Per quanto concerne la ristorazione collettiva, le modifiche apportate hanno teso a limitare l’intervento della legge ad una semplice raccomandazione ai gestori di enti pubblici e privati circa
l’utilizzo di alimenti biologici, Doc e tradizionali, invece di prevederli, come era in origine. E questo, secondo la Cia e la sua Associazione per l’agricoltura biologica (Anabio), appare un
po’ anacronistico rispetto alle tendenze odierne che vanno sempre più in direzione di un’alimentazione di qualità.

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