Venezuela. Il panino socialista contro il capitalismo alimentare

Venezuela. Il panino socialista contro il capitalismo alimentare

“Rompere la spina dorsale della speculazione selvaggia capitalista che finora ha regnato impunemente. Il capitalismo saccheggia il popolo”; in termini meno emotivi, fornire ai cittadini del
Venezuela un alternativa efficiente ma più economica al tradizionale mercato liberale.

Questo l’obiettivo del Presidente Hugo Chavez, che ha recentemente ribadito il concetto: ” Il Venezuela avrà un mercato socialista, che metteremo in piedi dimostrando le grandi
differenze tra il capitalismo liberale e un’economia pianificata, umana e socialista, un commercio giusto perchè quello di mercato è ingiusto”.

E la punta di lancia dell’iniziativa è il commercio dell’arepa. L’arepa è il piatto nazionale, simile all’italiano panzerotto o al “calzone”: un guscio esterno di farina di mais
ed un ripieno a base di carne, formaggio o salumi (ma vengono usati anche pesce o alcuni crostacei). Sul mercato costa intorno ai venti bolivar (un euro e mezzo euro), nei negozi governativi
è venduto al prezzo governativo di cinque, un quarto di quello di mercato.

Il concetto è stato ribadito tramite l’inaugurazione della prima arepera (catena di negozi che vende il prodotto), trasmessa in diretta televisiva.

Gli spettatori hanno così potuto ammirare Chavez (ed altri politici di primo piano, come il ministro del Commercio, Eduardo Samán) agire come normali inservienti del locale
preparando gli ingredienti, spremendo succhi di frutta e pulendo il pavimento. Oltre a ciò, il Presidente ha ribadito il concentto fondamentale: “Il governo aspira a recuperare per il
popolo l’arepa, trasformata dagli speculatori in business. Il socialismo non specula come il capitalismo, ma somministra un prodotto alimentare di qualità. Con 20 bolivar, una famiglia
ne mangiava uno. In questo punto vendita, con lo stesso prezzo, ne compra quattro”.

Ma, nonostante la retorica, l’operazione arepa ha non ha convinto proprio tutti.

I dissidenti non mancano così di far notare i lati oscuri del tutto, come ad esempio il fatto che il prezzo basso derivi dalla sovvenzioni pubbliche. Spiega l’economista José
Guerra: “Il modello che propone adesso il chavismo ha già fallito in tutti i Paesi in cui è stato provato, dall’Unione Sovietica a Cuba. Ma dato che lui non può convivere
con la proprietà privata, le mette i bastoni tra le ruote”.

In ogni caso il Presidente Chavez non si ferma e si preparara a sfruttare l’arepa. Dopo di essa, infatti, verrano commercializzati dai negozi statali indumenti, auto, alimentazione, medicine ed
elettrodomestici con prezzi di poco superiori ai costi reali di produzione.

Matteo Clerici

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