La crescita 2007 al l’1,5%, sotto le aspettative dimostra – dichiara il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, – che il nostro Paese paga un prezzo salato alla ormai insostenibile
leggerezza politica che si traduce in pesanti ritardi infrastrutturali, in continui rinvii sulle questioni energetiche e in un colpevole vuoto di scelte sul fronte della riduzione della spesa
pubblica e degli enormi sprechi.

Tutto questo rende l’Italia più fragile e più esposta alle difficoltà di una difficile congiuntura economica internazionale dove petrolio, materie prime ed euro continuano
una preoccupante corsa al rialzo.

A tutto questo, sempre secondo l’Istat, si aggiunge il peso soffocante della pressione fiscale che tocca il 43,3%.
E’ giunta l’ora di voltare pagina. Il nuovo governo che si insedierà dopo le elezioni avrà davanti a sé sfide difficili. I partiti dicano chiaramente e rapidamente cosa
intendono fare dopo il voto, per dare stabilità e nuove prospettive di crescita per il paese. Le forze politiche devono sapere che dopo il voto, ogni giorno, avranno il fiato sul collo
delle imprese cui non bastano le promesse ma vogliono fatti e ritengono essenziali che gli impegni siano indicati senza ambiguità anno per anno con tempi precisi di attuazione.

E’ ora di finirla con la caccia alle streghe nei confronti delle pmi: la scusa delle piccole imprese che evadono non regge più e non è più i grado di coprire i veri nodi
della nostra economia come la spesa fuori controllo, un carico fiscale insopportabile, una burocrazia soffocante che impediscono lo sviluppo di un paese frenato dall’incapacità
decisionale e dalla frammentazione politica della nostra rappresentanza».