Vienna Cammarota, conclusa l’attraversata degli Appennini da Bologna a Prato

Vienna Cammarota, conclusa l’attraversata degli Appennini da Bologna a Prato

Vienna Cammarota, dopo  l’attraversata degli Appennini da Bologna a Prato, ad aprile parte verso la Cina sulle orme di Marco Polo

Testo: Maurizio Ceccaioni
Foto: Aigae

Una testa dura quella di Vienna Cammarota, settantenne guida ambientale escursionistica Aigae e coordinatrice delle Guide Ambientali Escursionistiche della Campania. Se i 68 anni li ha festeggiati nel 2018 durante il viaggio di circa 2500 km dalla Repubblica Ceca all’Italia, rievocando il Gran Tour dello scrittore tedesco Wolfgang Goethe, il prossimo aprile andrà sulle orme di Marco Polo, nella “lunga marcia” dall’Italia alla Cina lungo la Via della seta. La partenza sarà da Venezia e l’arrivo a Pechino, in Cina, è previsto per il 2023, quando avrà già compiuto 73 anni.
Ma intanto, si sta scaldando i muscoli e nei giorni scorsi si è fatta una “passeggiata” di circa 130 chilometri, tra Bologna – considerata a cavallo dei secoli XIV e XVIII, tra le capitali europee della seta – e Prato, da sempre la città del tessuto.

Partita il 4 gennaio da Piazza Maggiore, a Bologna, è arrivata a Prato il 10, accolta in Piazza Duomo dal sindaco Matteo Biffoni, presidente dell’Anci Toscana, e dalla coordinatrice delle guide Aigae Toscana e consigliere nazionale, Daniela Pesce.

Lungo lo storico percorso commerciale riaperto a ottobre 2018, Vienna Cammarota ha potuto scoprire le eccellenze enogastronomiche di questi monti e conoscerne le antiche tradizioni. Ma principalmente, ammirare le opere idrauliche che – con i mulini da seta a ruota idraulica detti “alla bolognese” (o rotondo) per la torcitura del filo e incannatoio meccanico laterale collegato agli organi di trasmissione del filatoio – diedero vita a un nuovo ciclo produttivo di tipo industriale ben prima del XVIII secolo.

Vienna Cammarota presso la Chiusa di Casalecchio

Opere idrauliche come la Chiusa di Casalecchio e il Canale del Reno, a Bologna, per fornire l’acqua come forza motrice, utilizzata nella produzione di filati serici prodotti dagli allevamenti del baco da seta; o quelle del Cavalciotto di Santa Lucia, un complesso sistema idrico risalente all’XI secolo che, con il cosiddetto Gorone lungo il fiume Bisenzio (il canale principale da cui si diramavano le “gore”), incanalava l’acqua per far funzionare i mulini per la produzione dei filati in lana e irrigare le terre.

Dopo aver detto del viaggio di Goethe, nel suo lungo curriculum di camminatrice indefessa, Vienna Cammarota ha segnato tra l’altro tappe importanti, come l’attraversata a piedi di paesi come Israele, Palestina, Patagonia, Amazzonia, Madagascar, Boemia, Baviera, Austria, Tibet, c’è chi la vede come “maratoneta della pace” e le ha proposto il Giro del Mediterraneo.

In Italia ha voluto dare senso sociale al suo impegno sportivo, e nel 2016 è partita dal suo Cilento, in Campania, e attraversando i borghi dell’Irpinia segnati dal terremoto di fine 1980, ha percorso gli antichi tratturi fino in Puglia, terminando il viaggio al Cammino della Misericordia, nel cuore del Parco Nazionale del Gargano.
Nel 2018, a poca distanza dal suo ritorno dal “Gran Tour”, è partita dal Parco dei Monti Lattari, in Campania, per attraversare i borghi del salernitano e della Basilicata che stanno riprendendo vita.

Adesso aspettiamo il prossimo aprile per salutarla mentre parte da Venezia per questa nuova, grande sfida, attraverso territori che potrebbero rivelarsi ostili e pieni di imprevisti.

«Il mio viaggio verso la Cina sarà lungo e pieno di difficoltà, ma con me avrò la mia forza di volontà e la certezza di farcela», ha dichiarato Vienna Cammarota, «Anche perché avrò con me la Bandiera Italiana che voglio mostrare al mondo, come simbolo del nostro patrimonio naturalistico e culturale dell’Italia, con il forte desiderio di sentirmi ambasciatrice della bellezza Italiana nel mondo. Non porterò solo il mio bagaglio culturale, ma imiterò Marco Polo nell’apprendere la cultura dei popoli che attraverserò».

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