Vietata a Gheddafi l’aula del Senato, vincono le opposizioni ma oggi parla dal Campidoglio (e Sky trasmette stasera il film vietato per 22 anni)

Vietata a Gheddafi l’aula del Senato, vincono le opposizioni ma oggi parla dal Campidoglio (e Sky trasmette stasera il film vietato per 22 anni)

Che Gheddafi potesse parlare agli italiani dalla piazza del Campidoglio non se lo sarebbe mai immaginato nessuno. Eppure accadrà oggi pomeriggio, quando – a conclusione di una visita al
sindaco di Roma Gianni Alemanno – il leader libico si affaccerà dall’aula Giulio Cesare e pronuncerà, secondo il programma già fissato, un discorso di una ventina di minuti.
In mattinata, Gheddafi avrà un incontro col presidente del Senato, Renato Schifani, e poi parteciperà a un dibattito con studenti e docenti della Sapienza. Fin qui il protocollo, ma
la sua visita è segnata dalle polemiche.  Ieri, nell’incontro con Berlusconi, il leader libico ha avuto parole entusiastiche nei confronti del presidente del Consiglio, che ha
definito “un uomo coraggioso” che ha accettato di porgere alla Libia le scuse degli italiani per i danni provocati dal colonialismo fascista. Chissà se Gheddafi ignora (o fa solo finta di
ignorare per convenienza) che del governo Berlusconi fanno parte proprio gli eredi di un movimento che si è richiamato esplicitamente al fascismo per più di mezzo secolo dopo la
fine della seconda guerra mondiale).  

Vietata l’aula del Senato, vincono le opposizioni
Vietata a Gheddafi l’aula del Senato, dove doveva prendere la parola stamattina. La decisione, presa dopo le 20 di ieri sera, è arrivata a conclusione di una giornata di polemiche,
sostenute da esponenti di Pd (che aveva cambiato idea rispetto al sì espresso dal senatore Latorre – vicino a D’Alema – l’altro ieri, dopo un intervento del segretario Franceschini),
radicali e Italia dei Valori sull’opportunità di concedere un luogo così solenne per l’allocuzione di un leader fino a poco tempo fa nell’elenco di quelli che gli Usa definivano
“Stati canaglia”. Il discorso del leader libico è stato spostato a Palazzo Zuccari, sede importante, ma che certo non è il Senato della Repubblica italiana. La decisione è
stata presa da una nuova riunione della Conferenza dei capigruppo, sotto l’incalzare delle polemiche e l’ha comunicata alla stampa il senatore Stefano Pedica dell’Idv.   Stasera su

Sky il film vietato per 22 anni  
Intanto, stasera alle 2, Sky trasmette Il leone del deserto, un film del 1981, mai trasmesso in Italia, per l’opposizione prima di
Andreotti e via via di altri presidenti del Consiglio e bloccato dalla Digos 22 anni fa. Il film, con attori importanti come Anthony Quinn, racconta proprio la storia dell’eroe “citato” dalla
foto che Gheddafi si è stampato sul petto della divisa con cui è atterrato a Roma.
Il film ha avuto continue vicissitudini, perché racconta l’invasione italiana del periodo fascista “con gli occhi dei libici” e senza la consueta retorica degli “italiani brava gente”
anche nelle loro avventure coloniali.  

La sorpresa dell’eroe anti-italiano
A far pendere definitivamente la bilancia verso il divieto all’uso dell’aula è stato certamente il modo con coi ul leader libico si è presentato in Italia. Gheddafi alla sua prima
visita ufficiale a Roma, dove è andato a riceverlo all’aeroporto di Campino il presidente del Consiglio in persona, nonostante un fastidioso torcicollo che lo toremnta ormai almeno dal 2
giugno, quando partecipò in cattive condizioni alla parata per la Repubblica. Ma Muammar Gheddafi non ha rinunciato alle sue rivendicazioni. La curiosità si è subito
focalizzata su una grande foto in bianco e nero che il leader libico sfoggiava all’altezza del petto sulla sua alta uniforme militare, così come sulla sua lentissima discesa dalla scaletta
dell’aereo che lo ha portato a Roma, mentre il premier Silvio Berlusconi lo attendeva per salutarlo.

Con il leader libico un anziano in abito tradizionale
Alle sue spalle scendeva con estrema fatica un anziano in abito tradizionale che Gheddafi attendeva con grande deferenza. Si tratta di un personaggio famoso in Libia perché discendente
dell’eroe che combattè gli italiani.
L’eroe combattente si chiama Omar al Muktar, soprannominato il leone del deserto, leader della resistenza libica contro gli italiani agli inizi degli anni 30. E il personaggio che seguiva
Gheddafi si chiama Mohamed Omar al Muktar, ultimo discendente dell’eroe. La fotografia – rimasta sul petto del colonnello anche durante la visita al Qurinale – mostrava l’arresto da parte di
squadroni fascisti, nel 1931, proprio di Omar al Muktar.

Proteste al Senato
Monta la protesta al Senato per la decisione della Conferenza dei capigruppo di ospitare domani, nell’Aula di Palazzo Madama, il leader libico Muammar Gheddafi. Decisione presa a maggioranza con
la sola opposizione dell’ Idv.
All’ apertura dei lavori dell’ Aula sono intervenuti il senatore dell’ Idv Stefano Pedica, ma anche alcuni senatori del Pd come Paolo Giaretta e Anna maria Carloni che avevano protestato per “l’
intervento del dittatore” in una Assemblea parlamentare.
I senatori radicali, Donatella Poretti e Marco Perduca hanno annunciato lo sciopero della fame, mentre l’Idv nel corso di una conferenza stampa ha ribadito la propria contrarietà
annunciando azioni dimostrative per domani.

Il Pd domani diserterà l’aula
I senatori del Pd non saranno in Aula domani mattina quando, intorno alle 11, il presidente della Libia Muammar Gheddafi prenderà la parola nella veste di presidente dell’Unione africana.
E’ la decisione scaturita dalla riunione del gruppo dei senatori.
La presidente Anna Finocchiaro scriverà, secondo quanto si è appreso, una lettera al presidente del Senato Renato Schifani per spiegare le ragioni di una decisione. In particolare,
Finocchiaro – sempre secondo quanto si è appreso – farà osservare che la decisione della conferenza dei capigruppo si è sempre pronunciata all’unanimità quando si
trattava di prendere decisioni particolarmente rilevanti, come è il caso dell’intervento di Gheddafi in Aula.

Ma il Pd ieri aveva votato a favore
Nella conferenza dei capigruppo di ieri il gruppo del Pd, rappresentato dal vicepresidente Nicola Latorre, aveva votato a favore dell’intervento di Gheddafi in Aula. L’unico voto contrario era
stato del presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario.

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