I sostenitori del progetto affermano che in questo modo i produttori potranno “tarare” il vino francese sui gusti dei differenti mercati e che il vino stesso sarà più facile da
capire; sul versante opposto, i detrattori dichiarano che così facendo si mina alla base un caposaldo della tradizione vinicola francese, ovvero l’importanza del terroir – Le premesse
lanciate lo scorso anno a Siena dai responsabili OIV sul vino frazione, ovvero il vino-lego, ovvero il vino monta e smonta, stanno tutte realizzandosi – Il progetto potrebbe diventare operativo
già dopo l’estate – Non a caso “II mondo del vino si sta integrando” é il motto del prossimo congresso OIV

“Si chiamerà ‘Vignobles de France’ la nuova mega-denominazione nazionale, di cui riferisce Elisabetta Tosi sull’ultimo numero de Il Corriere Vinicolo, un cappello sotto il quale i
produttori potranno far confluire vini realizzati – per la prima volta – con uve provenienti da più regioni produttrici di vins de pays. Al progetto, votato di recente dopo un dibattito
ai livelli più alti, e che potrebbe diventare operativo già dopo la prossima estate, si è opposto, al momento del voto, solo Jacques Gravegeal, presidente dei Vins de pays
d’Oc.

“I Vins de pays d’Oc sono i soli ad aver visto le proprie vendite aumentare nel 2006 – ha obiettato -. Mettere in pericolo questa dinamica con la creazione di `Vignobles de France’ è un
fatto grave per la nostra regione”. Ma a lui ha risposto un altro esponente del mondo vinicolo, Bruno Kessler: “Se noi sviluppiamo nuovi mercati con questa etichetta, non vedo perché i
Vins de pays d’Oc non debbano avvantaggiarsene. In tutti i settori economici si osserva che quando un mercato si sviluppa i leader ne traggono beneficio”.

La nuova etichetta infatti offrirebbe ai produttori nuovi spazi di libertà, pur all’interno di una regolamentazione volta a impedire che “Vignobles de France” finisca per diventare la
somma dei vini invenduti. I sostenitori del progetto affermano che in questo modo i produttori potranno “tarare” il vino francese sui gusti dei differenti mercati e che il vino stesso
sarà più facile da capire; sul versante opposto, i detrattori dichiarano che così facendo si mina alla base un caposaldo della tradizione vinicola francese, ovvero
l’importanza del terroir.

II mondo del vino si sta integrando

All’insegna di questo motto i migliori specialisti del settore vitivinicolo saranno accolti, per la terza volta, a Budapest, in Ungheria, per partecipare dal 10 al 16 giugno al 30°
Congresso mondiale della Vigna e del Vino e alla 5a Assemblea generale dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv).

Il Congresso si propone di offrire una nuova combinazione di presentazioni di natura scientifica e tecnica, una panoramica dell’evoluzione commerciale, nonché la considerazione delle
conseguenze politiche, normative e regolamentari in un ambiente sempre più globale. Il programma scientifico sarà suddiviso in più sezioni: Viticoltura, Enologia, Diritto
ed economia, Sicurezza e salute. In particolare ci si occuperà di: “Produzione viticola integrata” (integrazione della pianta di vite nell’ambiente; tecnologia viticola nel mondo del
vino che si integra; integrazione settoriale – sicurezza e qualità dei prodotti viticoli); “Caratterizzazione delle materie prime per determinare i migliori ‘itinerari’ per la produzione
di vino per rispondere alle richieste dei consumatori” (nuovi metodi di valutazione delle caratteristiche e della qualità dell’uva, del mosto e del vino; confronto fra diversi processi
di vinificazione al fine di assicurare uno sviluppo sostenibile; miglioramento della sicurezza degli alimenti e della qualità dei prodotti vitivinicoli con la valutazione dei diversi
processi di fermentazione e di analisi di rischio con l’impiego dell’Haccp, proponendo strategie di prevenzione e intervento contro i rischi già classificati); “II mondo vitivinicolo,
opportunità e rischi” (integrazione economica; integrazione giuridica; integrazione sociale ed educativa); “II vino nella ricerca per la salute, vino e nutrizione, il vino nella
prevenzione delle malattie” (attività biologica del vino e dei prodotti della vite sulla salute; consumo del vino e/o dei prodotti della vite nel quadro dell’alimentazione umana; il vino
nella prevenzione delle patologie umane).

Il programma scientifico completo è disponibile sul sito internet www.oiv2007.hu