Vinitaly 2007, il «Salone internazionale dei vini e dei distillati», sta per arrivare, e così WineNews ha voluto sentire il direttore generale di VeronaFiere, Giovanni
Mantovani, sulle più importanti novità della rassegna n° 41, in programma a Verona dal 29 marzo al 2 aprile 2007.

Sarà ancora una volta un Vinitaly ricco di occasioni di aggregazione e di confronto con i principali interpreti della produzione e del mercato enologico mondiale, ma anche una rassegna
utile per decifrare, all’inizio della campagna commerciale (da dove arrivano dei «sentiment» positivi da parte degli imprenditori), tendenze e preferenze di un universo di
consumatori sempre più sofisticato.
Vinitaly è ormai l’evento di riferimento dell’universo enologico internazionale. Lo è sempre stata e lo è ancora di più oggi, perché è l’unica che si
rivolge all’intera tipologia degli operatori del comparto, a tutti i «professionisti del vino«: produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici, giornalisti, opinion
leaders ?
Ma anche il numero dei semplici enoappassionati, che quest’anno potranno contare su eventi e convegni di alto livello, non è da meno: il 65% degli amanti del vino italiani hanno eletto
Vinitaly (www.vinitaly.it) come l’evento più bello e
interessante al quale hanno partecipato (il sondaggio è stato effettuato da www.winenews.it).
Numero uno al mondo per dimensioni (anche quest’anno un «tutto esaurito» con oltre 4.200 espositori), è andata assumendo nel tempo un rilievo sempre più importante
anche a livello internazionale, aprendosi alle innovazioni e imponendosi all’attenzione degli operatori non solo come fiera commerciale, ma anche come vero e proprio «evento» a se
stante, la più grande rappresentazione live del mondo del vino italiano e non solo. Una rappresentazione dalla quale si potrà leggere cosa stia succedendo davvero, al di là
delle frasi di rito e degli slogan, nel mondo del vino nazionale ed internazionale.
Un ruolo costruito in oltre quarant’anni di attività, accompagnando lo sviluppo di un settore che è diventato il miglior ambasciatore del «made in Italy» nel mondo, il
rappresentante d’eccellenza del sistema agroalimentare di qualità. Protagonisti assoluti, i produttori e i territori vitivinicoli italiani che saranno lì (a stragrande
maggioranza), negli stand piccoli o grandi, semplici o dalle architetture ambiziose, freschi e immacolati all’inaugurazione, «vissuti» e sporchi all’ultimo giorno della fiera.

Già passeggiando semplicemente nella «cittadella del vino» è un’esperienza emozionante: Piemonte, Toscana, Campania, Veneto, tradotto in denominazioni, Barolo,
Brunello, Taurasi, Amarone, solo per fare qualche esempio, tutti i grandi vini italiani, presenti contemporaneamente. Ma il Vinitaly è anche la più importante occasione per avere
una panoramica completa e aggiornata sull’ampia varietà di vitigni autoctoni che costituiscono la più grande ricchezza dell’enologia del Bel Paese. Non solo le uve che hanno fatto
e fanno la storia della viticoltura italiana, dal Nebbiolo al Sangiovese, passando dall’Aglianico, ma anche quelli che hanno animato gli ultimi 20 anni di «rinascita» del vino
italiano: dal Sagrantino di Montefalco al Montepulciano d’Abruzzo, dal Nero d’Avola al Primitivo. E poi le tante chicche che, da Nord a Sud, fanno del «vigneto Italia» il panorama
ampelografico più ricco del mondo: dal Timorasso al Nerello Mascalese, dalla Garganega al Nero di Troia, solo per fare una rapida rassegna. E poi produttori: dai vignaioli più
veraci, dal viso arrossato dal sole, accanto a quelli più smaliziati, mentre, tra sapori colori e profumi, si percepisce, da nord a sud, tutta la vitalità dell’Italia
enoica.
Ma al Vinitaly è possibile, come recitava lo slogan pubblicitario di qualche anno fa, fare anche «il giro del mondo del vino in cinque giorni». Merito degli sforzi fatti
negli anni per dare agli operatori (produttori, buyers, retailer, ristoratori) di tutto il mondo una manifestazione in grado di innovarsi e rispondere alle loro necessità in continua
evoluzione. E, quindi, grande spazio anche agli espositori stranieri, dai francesi promossi da Sopexa, agli spagnoli con l’Icex, con le rinnovate partecipazioni istituzionali dall’Ungheria e
dalla California, oltre a produttori provenienti da Argentina, Cile e, per la prima volta, dall’India.
Molte le novità anche quest’anno in un fitto calendario di incontri per buyers, aziende e appassionati: con «Taste Italy» viene proposto un progetto pilota, in uno spazio di
500 metri quadrati con l’assistenza di sommelier professionisti, che rappresenta un nuovo modo di organizzare eventi fieristici ed è rivolto ad operatori professionali selezionati che
possono entrare in contatto con vini italiani rappresentativi per notorietà di marca e rapporto qualità prezzo selezionati da ristoratori, enotecari, operatori del cash and carry,
ovvero da professionisti sensibili alle esigenze del mercato.

Vinitaly propone anche una serie di appuntamenti tradizionali insieme ad alcuni eventi innovativi, in grado di coinvolgere operatori da tutto il mondo. La lista è molto ricca: il Tasting
Ex…Press, con i vini internazionali presentati dalle grandi testate di settore; Taste & Dream, le grandi verticali dei «tesori» dell’enologia italiana; Trendy oggi, Big
domani, la selezione delle aziende del futuro su cui investire; il Ristorante d’Autore, con le grandi performances dei migliori chef italiani; la Cittadella della Gastronomia, dove viene
interpretata la migliore cucina regionale italiana; l’Area Haute Cuisine: negli spazi del Salone Internazionale dell’Olio Extravergine di Oliva, l’affascinante incontro tra alta gastronomia e
mondo del vino e dell’olio; il Ristorante Jre On Tour: ogni giorno tre diversi chef associati a Jeunes Restaurateurs d’Europe (Jre) che propongono un menu completo e dedicato, mentre un
impianto a circuito chiuso mostra il loro lavoro in cucina. Anche sul fronte dei convegni, i contenuti saranno di alto livello: dall’analisi delle vendite di vini nella Gdo al turismo del vino,
dai focus sui mercati emergenti (dall’India al Messico) alla ricerca sulla figura del wine lovers ?
Ma Vinitaly è anche «fuori» dal Vinitaly: in Gran Guardia, con «Vinitaly for You», evento «fuori salone» organizzato da Vinitaly per il pubblico degli
appassionati e dei curiosi, esclusi dal target degli operatori professionali. Così, il palazzo storico della Gran Guardia, nel cuore di Verona, diventa un luogo di ritrovo piacevole ed
esclusivo.
Due gli eventi: il Wine Bar del Bere Giovane, l’appuntamento per i giovani ideato da Agivi (Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani) e l’Enoteca Vinitaly, quest’anno gestita dalle
«Donne del Vino», che offriranno in degustazione esclusivamente i vini delle proprie associate. L’obiettivo primario di questa manifestazione, oltre ad offrire la miglior produzione
italiana, è quello di comunicare l’idea del vino come bene di consumo non solo fuori casa, ma anche come accompagnamento quotidiano ad una sana ed equilibrata abitudine alimentare.

Per approfondimenti:
www.winenews.it