Vinitaly 2018 ospita una grande degustazione di Lambrusco Spumante Metodo Tradizionale. Una novità recente, una prima occasione da non perdere, una eccezionalità fra i padiglioni di Verona. Il Lambrusco nel mondo è oggi conosciuto come il vino frizzante (meno di 2,5 atmosfere di pressione dentro la bottiglia scaturite dalla fermentazione controllata) più consumato, più noto.

Fu la prima bollicina ad atterrare a Londra già 50 anni fa sia nei mega Market che in ristoranti italiani di grido, come da Princi, da Locatelli, da Sartori, sia bianco che rosso. Ma nessun spumante.

Giampietro Comolli, Direttore Bubble’s con Giuseppe Danielli

 

Invece la storia millenaria (etrusca e romana) e la storia dell’Unità d’Italia parla già e descrive il Lambrusco spumante metodo ancestrale (una volta) e metodo tradizionale oggi. Una tradizione che verrà scoperta lunedì 16 aprile a partire dalle ore 15 nel Padiglione 1 (il primo a destra entrando dall’ingresso principale) della Regione Emilia Romagna, Stand D1, quello del Consorzio di tutela Lambrusco Modena Dop.

Ad accogliere chi si è prenotato saranno il direttore Ermi Bagni e il presidente Claudio Biondi del Consorzio Lambrusco, Davide Frascari presidente Consorzio Vini Reggiani e Giampietro Comolli. Saranno 10 le etichette da degustare, da centellinare per una revival storico che testimonia la antica tradizione dell’Emilia ad essere patria delle bollicine da sempre.

Ermi Bagni                     Claudio Biondi                 Frascari Davide

Un obbligo per gli abbinamenti a tavola, per ricette e prodotti tipici di questa terra oramai sulle prime pagine mondiali, dagli Usa a Alibaba, come una delle prime 10 mete obbligate al mondo per l’enogastronomia. In questo contesto viene presentato  il No. 4 di Bubble’s Italia Magazine.

Sarà l’occasione, a suffragio e a testimonianza della lunga tradizione spumantistica emiliana del Lambrusco, soprattutto nella zona di Modena, fra Bomporto e Modena, fra San Prospero e Sorbara, fra Castelvetro e Baggiovara, di leggere cosa già scriveva , nel giugno 1862 , appena iniziata l’Unità d’Italia, la Gazzetta di Modena sul Lambrusco spumante.

Da oltre 150 anni il Lambrusco, già noto agli etruschi che ne usavano l’acidulo e fresco mosto vivo per far rifermentare il vino invecchiato in botte e portarlo poi spumeggiante e speziato in tavola, ha tenuto alto il vessillo di un’Italia Enoica legata ai vitigni autoctoni, alle tradizioni e agli antichi metodi utilizzati per ottenere vini frizzanti.

Emerge un vino Italiano che nulla ha da invidiare a etichette prestigiose sia del resto del Paese sia di altre aree europee ben note per la qualità delle loro bollicine. Lo sviluppo tecnologico ha permesso al Lambrusco di migliorare la qualità assoluta a grandi livelli, raggiungendo traguardi di gusto, limpidezza, profumi, abbinamenti a tavola in tanti paesi nel mondo.

Per Giampietro Comolli:-“Il Lambrusco è  il vino frizzante più noto, piacevole, fresco, allegro, dal delicato e pregnante profumo-sapore di frutto della passione immaturo ma potente, pieno e dalla variabilità aromatica, dall’amabile al secco, dal rosso pieno ad un attraente rosè, dall’occhio molto intrigante, spiccatamente femminile.” Tutti pregi che hanno permesso al Lambrusco di acquisire medaglie da primato e da podio in molti concorsi internazionali. Forse è ancora troppo “nemo profeta in patria” soprattutto in quei contesti guidaioli, aritmetici, schematici.

Redazione Newsfood.com
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