Vinitaly 2019, calato il sipario: luci e ombre di un evento eccezionale

Vinitaly 2019, calato il sipario: luci e ombre di un evento eccezionale

 

Vinitaly 2019, calato il sipario sulla 53ma edizione: luci e ombre di un evento eccezionale raccontate da un cronista disincantato

Testo: Maurizio Ceccaioni
Foto: Maurizio Ceccaioni e Filippo Nardo

Ebbene sì, anche questo Vinitaly è finito, ma non si è potuta fare la cronaca dell’ultimo giorno perché – stante l’accavallamento dei due eventi – il 10 aprile ci stavamo già spostando a Parma, per la seconda edizione di Cibus Connect, la versione smart del salone internazionale dell’alimentazione, che si svolge negli anni dispari. 
A manifestazione conclusa, tento di fare qualche riflessione da uomo del popolo, su questa 53ma edizione di una vetrina internazionale che racconta e fa degustare al mondo, il fior fiore dei nostri vini e distillati.

Il Vinitaly più grande di sempre, ma pure manifestazione sempre più selettiva e punto di riferimento dell’Italia che conta

Che questo 53° Vinitaly sia stata «l’edizione più grande di sempre», come annunciato nella conferenza stampa di presentazione a Roma, non ci sono dubbi. A cominciare dagli spazi espositivi aumentati a 100 mila metri quadrati, il ‘sold out’ già da mesi, le 4.600 aziende presenti (+3%), con oltre 16 mila etichette.

Vinitaly2019_©Veronafiere_FotoEnnevi

Tra le 33 mila presenze di buyer accreditati (+3%) provenienti da oltre 140 paesi, spicca in particolare l’incremento del Canada (+18%), Giappone (+11%), Regno Unito (+9%), Germania (+4%), Cina (+3%) e Usa (+2%). Senza contare quei 125mila visitatori arrivati da 145 nazioni, che nella stragrande maggioranza, hanno pagato un biglietto giornaliero da 85 euro e un abbonamento per 4 ingressi a 150 euro (ma gratis per i disabili certificati).

 

Padiglioni 2 e 4 al Vinitaly

Allestimenti interni ed esterni gradevoli; cortesia in steward e hostess nei punti d’informazione, nonostante l’affollamento. Efficiente il servizio navetta da e per la stazione Fs di Verona Porta nuova, come la presenza delle forze dell’ordine dentro e fuori Veronafiere.
Rivolta principalmente a un pubblico specializzato, Vinitaly ha adottato per i “wine lover” la formula ‘Vinitaly and the City’, per dare un segno distintivo tra chi ci va per fare business e chi per divertirsi, magari degustando quei vini di qualità, normalmente non alla portata delle loro tasche. Ma anche per prevenire le scene degli scorsi anni dentro e fuori la Fiera, con gruppi di giovani avvinazzati che lanciavano bottiglie e molestavano le persone.

Vinitaly2019_©Veronafiere_FotoEnnevi

Un fuori salone che da venerdì 5 a lunedì 8 aprile 2019 ha coinvolto oltre 50 esercizi pubblici e commerciali tra Verona e i tre borghi storici di Bardolino, Soave e Valeggio sul Mincio. Spettacoli, eventi culturali, concerti live, incontri e visite guidate, per oltre 80 mila presenze registrate, che hanno ravvivato strade, wine bar, enoteche e osterie della città, per degustazioni di tanti vini e cibo.

Un evento uguale, ma sempre diverso…

Il copione, anche se simile, cambia sempre di qualcosa di anno in anno, come i numeri della 53ma edizione. Fuori nei parcheggi, i lussuosi Suv, troneggiavano sulle auto più “popolane” di piccola e media taglia. Quasi a rappresentare la foto di quella variegata umanità che ha sciamato in questi 4 giorni nei padiglioni della Fiera di Verona. Costante invece la presenza dell’immancabile pioggia, che ci accompagna da tempo in questo periodo, nonostante la secca dei mesi prima.

 

Nella norma anche i soliti, immancabili siparietti della politica nella giornata d’inaugurazione. Una passerella che – come gli spazi espositivi – è sempre più affollata di anno in anno. 
Il primo giorno al “taglio del nastro”, si notavano il premier Giuseppe Conte, con il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il governatore del Veneto Luca Zaia, il sindaco di Verona Federico Sboarina.

Il vicepremier Matteo Salvini, con felpa rossa e scritta Vinitaly, in tour tra i padiglioni

Il capo della Lega e vicepremier Matteo Salvini, che dalla sera prima si era fatto notare per l’immancabile felpa addosso – per l’occasione rossa con la scritta Vinitaly – ha rubato la scena presentandosi ad inaugurazione avvenuta.
Presente al tour tra i padiglioni espositivi anche il commissario europeo per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, l’irlandese Phil Hogan, forse in funzione propedeutica alle prossime elezioni europee.
Il ministro del Lavoro e Sviluppo economico, nonché attuale leader del Movimento cinque stelle, il primo giorno ha dato forfait, arrivando in quello dopo. Perché “Giggino da Pomigliano” – al secolo Luigi Di Maio, trovandosi nella città degli innamorati, al tanto clamore iniziale ha preferito girare in tranquillità guancia a guancia, con la sua nuova fiamma, Virginia Saba.

 

Sommellier pronti al lavoro nel padiglione della Puglia

In campo il fior fiore dei sommelier e chef per i palati raffinati

Al Vinitaly tutti si sentono – in qualche modo – esperti di vino. Se vedi qui e là gente esperta nel maneggiare la materia, osservi invece tanti improbabili personaggi di ogni età, che imitando malamente chi ne capisce, si fa scoprire subito solo a vederli col calice in mano.
E allora, se si parla di Vinitaly, non si può fare a meno di citare gli oltre 500 sommelier dell’Ais (Associazione sommellier italiani), che hanno mostrato la loro professionalità nei vari eventi, dalle sale per le degustazioni, ai ristoranti e stand. Con loro nel padiglione 7 (area D10), il presidente Antonello Maietta e i membri del Consiglio Nazionale.

Molti di meno, ma sempre più numerosi gli chef, con in testa gli “stellati” Bruno Barbieri, Gianfranco Vissani, Moreno Cedroni, Carlo Cracco, Ciro Scamardella, Graziano Prest.

Uno sguardo al futuro con il Vinitaly 4.0

Il Vinitaly da tempo ha aperto a prospettive innovative e tecnologiche, per la commercializzazione dei nostri prodotti all’estero. Se essere digital significa stare in rete, Veronafiere si è già attrezzata. Alla comoda App usata per geolocalizzare le aziende nei padiglioni e facilitare l’incontro tra domanda e offerta, ha rilanciato la Vinitaly Directory Official Catalogue & Business Guide in nove lingue per una community globale che ha superato di molto il milione di visite in questi giorni.

Una Directory online dove sono presenti più di 4.500 aziende con 18mila vini, propedeutica agli obiettivi di vendita verso i nuovi mercati dell’Asia orientale, obiettivo dichiarato con la prossima piattaforma di promozione Wine To Asia, che dopo quella in Brasile, sarà attiva a Shenzhen, in Cina, dal 2020.

Lo stand della Croazia per la prima volta al Vinitaly

Tra le piacevoli novità, vogliamo ricordare che tra le new entry arrivate dall’estero, per la prima volta a Vinitaly ha ospitato la Croazia, con lo stand dei suoi prodotti, che in parte conoscevamo. Parlando ci hanno detto di sperare di essere presenti anche l’anno prossimo, ma noi non abbiamo dubbi in merito. Perché una volta entrati nello spirito del Vinitaly, uscirne è difficile.
 Così, chiuso il Vinitaly 2019, già si guarda alla 54ma edizione, in programma dal 19 al 22 aprile 2020, che non ci farà di certo mancare nuove e gradite sorprese.

 

Testo di Maurizio Ceccaioni
per Newsfood.com

Foto: Maurizio Ceccaioni, Filippo Nardo e Tommaso Chiarella

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