La 41esima edizione del Vinitaly è stata inaugurata oggi a bordo del ”Treno del vino” durante una corsa da Verona a Desenzano del Garda e ritorno dal ministro delle Politiche agricole,
Paolo De Castro. “Vinitaly è la fiera internazionale più importante per ciò che rappresenta il vino, gioiello della nostra economia”, ha osservato il ministro De Castro. “I
numeri raccontano di un 2006 chiuso con tre miliardi e 200 milioni di euro di export che rappresentano il 20 per centro dell’export complessivo italiano. Il vino di qualità é il
nostro grande orgoglio. L’Italia ha ora bisogno di legare questo straordinario prodotto al territorio. Il vino e il turismo possono essere un’opportunità incredibile. Quindi anche l’idea
del treno è un simbolo che lega agricoltura, turismo, qualità e gestione del territorio”. Il nostro vino sta dando al made in Italy grandissime soddisfazioni, ha proseguito
De Castro, “ma è necessario fare sistema per vincere le sfide dei mercati e siamo certi che – nel segno dell’unione tra i protagonisti del mondo agroalimentare – potremo raggiungere
ulteriori e magnifici traguardi”.

Il settore del vino, caratterizzato da una particolare segmentazione, ha anche la possibilità di competere a livello più piccolo, ha osservato il ministro: “Non a caso il
nostro patrimonio di imprese vitivinicole è costituito da imprese di piccole dimensioni che però riescono a sfondare nei mercati internazionali”. In tale contesto si colloca
la creazione, in particolare per il movimento cooperativo e per le aziende industriali, di strumenti di aggregazione che attraverso Isa e i fondi cooperativi Fondo Sviluppo e Coopfond, avranno
come obiettivo quello di aiutare le fusioni delle cooperative. Per favorire le aggregazioni il ministro ha ricordato che già nella Finanziaria sono stati introdotti una serie di
strumenti come i crediti di imposta per le innovazioni e per l’internazionalizzazione. Analogamente si sta lavorando con l’industria alimentare, creando una struttura che possa supportare le
imprese che si uniscono. Inoltre in Finanziaria c’è uno strumento, valido per le imprese di tutti i settori, che ha ridotto i costi fiscali nelle operazioni di fusione. ”Prima si
pagavano le imposte sulla differenza di valore patrimoniale dell’impresa che si acquisiva – ha spiegato De Castro – oggi questa imposta è stata significativamente ridotta”.

Per quanto riguarda l’atteggiamento della Commissione europea nei riguardi della riduzione dei vitigni, il ministro si dice preoccupato per l’atteggiamento troppo difensivistico. Secondo De
Castro esiste invece la necessità di crescere non di ridurre il potenziale: “Non ci piacciono le modalità con cui è stata prevista l’estirpazione di 400 mila ettari.
Mi sembra che la preoccupazione della Commissione sia quella di ridurre la produzione, la nostra è invece quella di aumentare la capacità competitiva. Non siamo pregiudizialmente
contro le estirpazioni – ha concluso De Castro – ma vorremmo utilizzarle con più flessibilità e con la possibilità di aiutare le imprese a concentrarsi sulle produzioni di
qualità. Lo strumento è quello di dare agli stati membri flessibilità nelle estirpazioni. Gli stati generali del vino di luglio sono stati anche da questo punto di vista un
momento importante per un approccio unitario a livello europeo”.

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