E’ questo lo slogan lanciato da Agivi, Associazione Giovani Imprenditori Vitivinicoli, che in questi anni ha dimostrato il proprio impegno nella diffusione della cultura del bere consapevole,
durante Vinitaly, al Palazzo della Gran Guardia, nell’ambito del programma Vinitaly For You realizzato da VeronaFiere, Agivi condurrà un sondaggio per capire cosa ne pensano i
consumatori di un tema scottante per il mondo vitivinicolo.

Nella sala dedicata ad Agivi, durante il programma al Palazzo della Gran Guardia, Agivi ospiterà anche Professor Wine, che organizzerà degustazioni abbinate ai vini dei soci
Agivi, offrendo a tutti gli interessati la possibilità di avvicinarsi alla conoscenza del vino anche on line ma abbinandola sempre alla degustazione dei migliori vini della produzione
nazionale, offerti da Agivi.

Oltre che essere un modo per conoscere la produzione enologica italiana attraverso i giovani soci Agivi, l’evento sarà anche un’occasione per raccogliere preziose informazioni su cosa i
giovani e, in generale, i consumatori, pensano del consumo di vino. La prima occasione in cui Agivi ha lanciato l’iniziativa «Degusta e dì la tua» è stato il Wine Bar
del Bere Giovane, svoltosi a Roma l’1 febbraio. L’iniziativa pilota di febbraio ha avuto un grande successo e sono stati raccolti ben 500 questionari. Pur essendo una risposta facoltativa,
infatti, tutti hanno compilato il questionario per dare la propria opinione. Dal sondaggio, compilato principalmente da giovani tra i 23 e i 45 anni, emerge che il vino viene bevuto anzitutto
per il piacere dello stare assieme e condividere momenti di relax con gli amici. Molti lo consumano regolarmente, sia a casa che fuori casa, e nella maggioranza dei casi il primo assaggio di
vino è avvenuto attorno ai 10 anni nel contesto famigliare mentre il consumo è iniziato attorno ai 18 – 20 anni.

Pareri critici rispetto alle leggi proibizioniste da parte della maggioranza degli intervistati. Per alcuni sono negative perché si pongono in modo dogmatico mentre ciò che
servirebbe è un’educazione al consumo consapevole, a partire dall’ultimo anno di scuola superiore. Per altri sono negative perché, invece che fungere da deterrente, aumentano il
desiderio di trasgredire. Il grande fallimento è infatti dimostrato nei Paesi del Nord Europa, dove il proibizionismo ha avuto l’effetto opposto. Particolarmente critici i pareri nei
confronti dei messaggi negativi in etichetta: chi vuole eccedere non legge certo cosa è scritto sulla bottiglia!
Durante Vinitaly, al Palazzo della Gran Guardia, Agivi proseguirà la propria indagine chiedendo il parere alle migliaia di visitatori italiani e stranieri e a tutti coloro i quali
vorranno esprimere la propria opinione.

I dati raccolti contribuiranno all’indagine che Agivi sta svolgendo sul tema vino e giovani, i cui risultati verranno presentati ufficialmente più avanti. Un tema di cui in questi ultimi
tempi si parla fin troppo: istituti di ricerca, associazioni, istituzioni danno spiegazioni al fenomeno dell’abuso di alcol, e il nostro Governo pensa all’introduzione di leggi proibizioniste
che in altri Paesi si sono già dimostrate un fallimento. Questo forse perché, quando si parla di questo tema, lo si fa in modo superficiale. Va precisato anzitutto che l’approccio
dei giovani a questo prodotto è molto diverso da quello degli alcol pops o dei super alcolici. Spesso inoltre si parla del problema senza cercare di andare alle origini dei disagi e
senza chiamare in causa i diretti interessati. Per questo motivo Agivi ha pensato all’originale iniziativa per andare diritti al problema e dare voce proprio ai giovani.