VINITALY RIMANDATO MA NON SOLO… fiere ed eventi in crisi in tutto il mondo

VINITALY RIMANDATO MA NON SOLO… fiere ed eventi in crisi in tutto il mondo

Gli Italiani non sono pecoroni inattivi…

 

Italia: 71 manifestazioni fieristiche posticipate e altre 22 cancellate

Stesse scelte in tutto il Mondo. Non è solo un problema italiano

Aefi al Maeci: ci vuole un potentissimo piano straordinario  per il Made in Italy

Anche Vinitaly fra le vittime illustri: posticipato al 14-17 giugno 2020 …. salvo ulteriori modifiche!

 

La situazione creata dal “CoronaVirus” non è solo sanitaria; il piccolo virus coinvolge e sconvolge a tutti i livelli il nostro paese, tanti settori e comparti soprattutto commerciali, e può determinare un “effetto” superiore alla crisi finanziaria del 2008-2009 partita dagli Usa ma che poi si è fossilizzata in Europa.

Sembra che il focolaio “cinese”, forse il primo e quello più incisivo ma probabilmente non l’unico, abbia creato forti danni in gran parte della Cina, ma non è detto – visto la condizione di vita e il modello di governance – che le conseguenze maggiori post-malattia non avvengano in Europa e in Africa dove vige un sistema sociale-democratico differente.

L’Italia si trova ora nell’occhio del ciclone mondiale e mediatico perché ha – forse un po’ in ritardo, e in una località fortemente dinamica  – agito in modo estremamente aperto, condiviso, forte, rincorrendo una situazione difficilissima cui anche la sanità nazionale – in termini di strutture, nosocomi e di strumenti – non era preparata.

L’Italia ha dato prova al mondo di quanto  gli “Italiani” come persone, primari, medici, infermieri, addetti sanitari, vigili, polizia… siano i più disponibili, più pronti verso gli altri, più preparati a gestire le emergenze… checché ne dicano i tanti  detrattori ideologici.

Sicuramente un plauso – nelle condizioni di non conoscenza del virus, di non preparazione strumentale e logistica, di non valutazione di comportamenti visivi e comunicativi anche determinati da un forte istinto di responsabilità e di impegno pubblico – va dato anche ai governatori e assessori di quelle Regioni che hanno fatto quello che “potevano e sapevano fare” in una situazione di sanità nazionale impostata attraverso la delega regionale, la responsabilità dei vertici amministrativi,  con strutture nazionali ed europee molto lente, molto indecise come ministeri, Oms, Iss, Asn ecc…

Le polemiche sterili sono totalmente inutili: certo le opinioni politiche diverse, se corrette, devono essere suffragate.

Il mondo fieristico ha preso decisioni drastiche, come giustamente sono stati presi provvedimenti duri per tutti i luoghi di grandi assembramenti, ma tanti uffici artigianali, professionali, datoriali, sindacali, comunali sono attivi al 100%.

Giustamente la precauzione, l’attenzione non deve lasciare il posto all’abbandono e all’autolesionismo. Giustamente prevenire, prevenire con strumenti e mezzi anche invasivi e che vanno ben oltre la privacy: queste scelte andavano fatte. D’altra parte, è vero che trattasi di una forte influenza sconosciuta, ma i “muri” etnici, regionalistici, fuorvianti, false sono state le vere cause di una presa di posizione mondiale che finirà per penalizzare fortemente l’Italia.

Credo che la mossa giusta sia quella del posticipare, non del cancellare le fiere, che sono, insieme a congressi, vacanze-ferie, musei, mostre, dei “veicoli” fondamentali del bilancio dello Stato e dell’economia di tutti  noi. Ma come in ogni disgrazia, o catastrofe, il vero e unico obiettivo di un grande paese sarà correre ai ripari, equamente e con giusta misura, mirando alto ma mirando bene senza sprechi di soldi e di promesse politiche.

Sarei stato pronto ad andare al Vinitaly anche il 19 aprile, senza alcun problema! Ci sarò il 14 giugno! Ecco questo è da comunicare al mondo : “ l’Italia non rinuncia al suo stile di vita, gli italiani sono al lavoro tutti, i prodotti alimentari italiani sono sanissimi”.

Ora però il sistema Protezione-Sanità Italia deve fare il suo corso, in unità, compatto, forte, attrezzato come ha sempre dimostrato con terremoti e quant’altro in totale autonomia anche dalla politica che governa e dall’opposizione (cui è concesso il giusto e misurato controllo).

Viceversa il Governo deve non proporre rammendi, rattoppi, foglie di fico, ma un piano strategico di grande peso finanziario, ma ben indirizzato. No sussidi, no mance, no prebende ma fondi per cose concrete. Prendiamo il turismo che è il comparto più colpito collegato con l’ospitalità, trasporti, ricettività, che vale il 13% del Pil italiano (anche mensile e giornaliero) e che è in crisi per il 50-70% come minimo: cogliamo l’occasione per usare il turismo-belpaese come messaggio mondiale…

Consiglio al Governo di mettere in piedi un piano economico che non “salvi” imprese, ma che dia direttamente al destinatario – semplificando ogni procedura con la famosa carta della autodeterminazione e del penale per il falso che valga per 10 anni almeno – un supporto strumentale, strutturale, infrastrutturale, tecnologico, digitale per le imprese colpite e una cassa integrazione straordinaria che diventi un aiuto al reddito diretto ai lavoratori in parte risparmiato dagli imprenditori, che però devono investire autonomamente.

Solo per il turismo almeno 20 mld/euro per partire. In questo senso le compagnie di bandiera aeree e navali con sede in Italia devono supplire alle “paure” altrui.  Contemporaneamente deve partire un altro piano “Italian media style” che proponga al mondo intero due cose: una campagna acquisto pagine-pubblicitarie su tutti i quotidiani e tv di paesi esteri con testimonial importanti del mondo blog-web e a seguire pacchetti turistici fatti apposta per la situazione, con il coraggio di dire si e no, scegliere luoghi di paesaggio di mare e di montagna anche meno citati dalla stampa, in offerta speciale.

Da un lato cogliere l’occasione per ammodernare e ammortizzare, per incrementare l’online, per nuove start up del commercio digitale e dall’altro invitare il mondo a passare  una settimana nel Belpaese e condividere il nostro cibo, la nostra moda, lo stile di vita. A proposito, con il monitoraggio dei rilevatori Trotec BQ30 e PM2,5 due giorni fa, prima della pioggia, in piazza cavalli a Piacenza c’erano da 10/11 a 17/21 yg/m3 mediamente nell’aria: meno pullman, camion, auto in giro.

Consentitemi una battuta in eccesso: “oggi passeggiando a Milano o a Cremona o a Piacenza si respira molto meglio, l’aria è pulitissima dopo quasi 30 giorni di sole in Pianura padana”.

 

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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