Viterbo, 20 Novembre 2007 – Dopo anni di attesa i lavori per la realizzazione della rotatoria di Porto Clementino ai nastri di partenza, in seguito a un iter articolato ieri infatti gli
uomini della ditta che ha vinto l’appalto hanno iniziato le operazioni per la costruzione dell’opera, ritenuta fondamentale per la viabilità del litorale. Secondo il progetto, la
rotatoria sarà in grado di smaltire un traffico veicolare pari a 1.500 auto l’ora.

Il costo complessivo dell’opera è di 277.030 euro. “La rotatoria si posiziona nell’incrocio tra le provinciali litoranea e Porto Clementino ed è ritenuta indispensabile per tutta
la zona costiera. Un’infrastruttura – afferma l’assessore ai Lavori pubblici Antonio Rizzello – che punta a valorizzare l’intero territorio del litorale. La rotatoria, una volta ultimata,
sarà una garanzia per la sicurezza dei cittadini e dei tanti turisti che nel periodo estivo affollano la zona”.

L’iter che ha portato all’avvio dei lavori parte nel 2005, a novembre per l’esattezza, quando con una delibera di giunta la Provincia stanzia 110mila euro per la realizzazione dell’opera. A
giugno del 2006 è stata la volta della convenzione con la Regione Lazio, che ha sottoscritto l’impegno economico per la parte restante dell’importo (oltre 100mila euro). A novembre 2006
iniziano quindi le procedure di esproprio e viene pubblicato il bando per l’affidamento dei lavori. A gennaio 2007 il bando viene vinto da una ditta locale, alla quale però vengono
riscontrati parametri non idonei e quindi a giugno 2007 viene revocata l’aggiudicazione e affidata nel mese di luglio alla ditta arrivata seconda nella gara d’appalto.

A novembre 2007 prendono definitivamente il via i lavori, che secondo le prime stime, dovrebbero durare quattro mesi. “Gli investimenti sulla viabilità – dice ancora l’assessore Rizzello
– fatti dalla Provincia di Viterbo in questa zona sono numerosi, basti pensare al Ponte sull’Arrone e quelli sulla provinciale del Mignone. Tutti, rotatoria compresa, sono il segnale di
attenzione che l’amministrazione ha per questa area. Soprattutto nell’ottica di incentivo al turismo e alla sicurezza”.

Al centro dell’opera, un calice etrusco in bucchero alto 3,80 metri e largo 4, realizzato con armatura in ferro, cemento, legno, vetroresina e una verniciatura che dona all’opera – oltre a una
tenuta duratura negli anni contro gli agenti atmosferici, tra i motivi per cui non potrà essere costruita in terracotta – anche la caratteristica colorazione dei vasi originali. Circa 60
invece i metri di diametro.