«Non si può abbassare la guardia, ma serve svolgere una forte opera di prevenzione» all’indomani della maxi operazione della Gdf contro le attività di usura legate
alla camorra, il presidente della Confesercenti Toscana Massimo Vivoli, in un’intervista a «la Nazione» di Viareggio si appella alle banche e agli enti pubblici perché
ostacolino le attività di riciclaggio.

Dalle Fiamme Gialle l’invito alle vittime degli strozzini: «Denunciate senza timore i vostri persecutori».

RESTANO I SIGILLI sulle società coinvolte nell’indagine del Gico della Guardia di Finanza di Firenze per la presunta associazione per delinquere di stampo camorristico attiva da anni in
Versilia. Proprio i sequestri, che hanno interessato 17 unità immobiliari fra Napoli e Viareggio, hanno suscitato timori fra le tante famiglie che vi vivono in affitto.

IL LORO futuro però, spiegano gli stessi investigatori delle Fiamme Gialle, non è a rischio: potranno infatti continuare a vivere nelle rispettive abitazioni, anche se i canoni
mensili versati non andranno ai proprietari, ma saranno amministrati dalla Giustizia in attesa degli esiti del processo. Le abitazioni vuote al contrario, a partire da quelle che venivano
affittate per le vacanze estive, resteranno vuote. Intanto i sigilli sono stati apposti, oltre che alla ricevitoria di via Pucci, a Viareggio, anche al negozio Oro Line di Viareggio e al salone
di bellezza Le Manie di Pistoia. Due persone colpite da ordinanza di custodia cautelare sono ancora ricercate, mentre le Fiamme Gialle hanno completato i nomi di altri arrestati. Tra tutti
spiccano i fratelli Vincenzo e Marco Saetta, arrestati insieme alla madreTeresa Deviato. Marco aveva scontato 9 anni di carcere per l’omicidio di Francesco Pignati. Marco lo colpì
quattro volte con un coltellino da gioielliere quattro volte durante una rissa all’Osteria del Circo. Era il ’97 e quella morte sconcertò tutta Viareggio. Marco non aveva nemmeno 20 anni
e per l’omicidio del coetaneo venne condannato prima a 16 e poi in appello a 12 anni. Nell’agosto del 2006 fu rimesso in libertà con l’indulto in quanto gestiva un negozio di oreficeria.
L’altro giorno è tornato in carcere. Oltre ai Saetta anche Antonio Chirico, 63 anni, barese, Salvatore Cannavaro 59 anni, di Torre Annunziata, Salvatore Cocice, 42 anni, napoletano,
tutti residenti a Viareggio oltre al fiorentino Franco Ginassi, 66 anni. Agli arresti domiciliari sono invece finiti tra gli altri Marino Ardenti 61 anni viareggino e Jonah Ghiselli 29 anni
camaiorese e residente a Viareggio.

NESSUN sigillo invece per la concessionaria Policar di Lido , che era già rimasta coinvolta nel 2007, insieme all’allora gestore Ardenti, nell’inchiesta del pm Henry John Woodcock su una
presunta associazione a delinquere specializzata nella vendita di case e automobili di lusso attraverso aste giudiziarie truccate. Secondo le indagini delle Fiamme Gialle comunque, pur non
essendo al momento imputabile di alcun reato, la concessionaria sarebbe stata lo scenario di varie azioni illecite emerse nell’operazione Dedalo. In particolare alcune vittime di usura
sarebbero state costrette dai Saetta ad acquistare auto di lusso per poi «regalarle» ai membri del clan camorristico.

«LE VITTIME di usura sono state probabilmente moltissime ? hanno spiegato i finanzieri e il magistrato della Dda Pietro Suchan ?. Basti pensare che su cento persone da
noi sentite solo 17 hanno ammesso di essere state «strozzate». Invitiamo quindi chiunque sappia a farsi avanti, ora che la macchina della giustizia sta dando importanti
risultati». Un appello che trova sostegno proprio in Confesercenti. Il presidente versiliese Massimo Vivoli sottolinea che da questa vicenda esce confermato il giudizio e la
preoccupazione più volte espresse da Confesercenti per infiltrazioni criminali e per la crescita del fenomeno dell’usura. Per Vivoli «non si può abbassare la guardia, ma
serve svolgere una forte opera di prevenzione.

INFATTI L’USURA ? ricorda ? non riguarda solo il rapporto tra vittima e criminale, ma determina un vero inquinamento economico delle comunità, rappresenta un volano per
il riciclaggio e determina una pesante distorsione del mercato. Fondamentale ? aggiunge ? è l’impegno delle istituzioni e del sistema bancario, per evitare che imprese e cittadini
finiscano vittime dell’usura».