Arrivato al quinto anno di programmazione, “Wine Bar, Reality Culturale”, il programma condotto ed ideato da Giuseppe Maria Galliano, è stato definito un format a
“canone inverso”, data la sua origine autonoma da ogni tipo di network. Per definizione, infatti nella musica, per canone inverso si intende quella funzione contrappuntistica
(canone) in cui la voce conseguente,  si muove in moto contrario rispetto alla voce antecedente Proprio secondo questo meccanismo di “contrapposizione” rispetto ai canoni
classici di sviluppo e diffusione dei format televisivi, “Wine Bar, Reality Culturale” si è autoimposto.

Ma cos’è “Wine Bar, Reality Culturale”? Quali sono gli aspetti che lo rendono differente rispetto agli altri programmi?, e cosa ha portato questo format ad avere gradimento tra le
persone?

Sul sito www.winebarshow.it, Wine Bar, Reality Culturale” è descritto come “Un luogo del nostro immaginario”, forse perché la sensazione che si prova quando, facendo zapping
tra i canali, si approda in esso, è quella di assistere ad una trasmissione girata in una realtà quasi “parallela”, una valida variante a quelle esposte da gran parte
della televisione odierna. 

“Wine Bar, Reality Culturale” è un programma itinerante, che tocca tutti i paesi e le province d’Italia, e che viene girato all’interno di ristoranti di  qualità ma anche
in agriturismi, immersi nel verde, capaci di mostrarci ancora oggi quello che è il rapporto di reciprocità e interdipendenza che c’è tra l’uomo e la natura. 
Il programma consiste in una cena tra personaggi appartenenti a varie sfere della cultura, dello spettacolo, della comunicazione, ma anche
della medicina e dell’imprenditoria, che, mentre degustano vini e pietanze tipiche del luogo ospitante, parlano liberamente,  e senza alcuna censura, sul tema che
è stato scelto dalla redazione , il quale viene sempre  introdotto dalla visione di alcune immagini estrapolate da celebri film.

Ma perché “Wine Bar” è un “Reality Culturale”? La definizione incuriosisce molto, e la spiegazione dell’ideatore del format, nonché conduttore dello stesso, Giuseppe
Maria Galliano, riguardo il nome della trasmissione, è la seguente: 

“E’ una evidente provocazione. Reality Culturale (una distonia concettuale) perché tratta di varie tematiche di
cultura, non parliamo mai di gossip o di intrecci amorosi atti a creare ascolto, ma la novità è che a noi, piace proporre la cultura in maniera diversa, parlandone in
maniera spontanea, come fanno di solito gli amici quando si incontrano a cena. Wine Bar è un Reality Culturale perché non pretende di ricostruire delle
situazioni facendole apparire come reali, Wine Bar è un programma reale davvero! Non ci è mai capitato di chiedere ai nostri ospiti di fingere di essere spontanei, gli
chiediamo semplicemente di essere sé stessi, e di esprimere, le proprie competenze ed i propri punti di vista. Le tematiche trattate nel corso delle puntate di queste cinque ani di
produzione (143 puntate) spaziano in vari argomenti e ambiti della cultura, e si pongono come obbiettivo quello di far sorgere,degli interrogativi all’interno dello spettatore attento che,
oltre a scoprire o ritrovare informazioni legate alla cultura culinaria, e non, dei vari luoghi d’Italia possono essere proiettato per un’ora, la durata della puntata, all’interno di un momento
di sana convivialità”.

Manuela Scherillo