In occasione del vertice del G4, che si apre oggi a Potsdam, il presidente della Confagricoltura, Federico Vecchioni, mette in guardia dai rischi di una forzatura per chiudere un accordo sulla
WTO “ad ogni costo”.

Vecchioni ricorda che da più parti si lanciano appelli che declamano la necessità che l’Europa “faccia di più”. Cioè che si vada verso un abbattimento ancora
più consistente e rapido dei sostegni interni e del regime di aiuti per l’esportazione. In realtà, gli agricoltori europei sono già stati oggetto di riforme incisive della
PAC, con una drastica riduzione dell’intervento pubblico: dal 2008, il capitolo agricolo non sarà più la principale voce di spesa del bilancio comunitario.

“E soprattutto – prosegue Vecchioni – si continua ad ignorare il principio di equità, in base al quale, alle rinunce degli agricoltori europei, dovrebbero corrispondere analoghi
interventi negli altri Paesi sviluppati”.

Altrettanto incerto è l’esito della richiesta che l’Europa aveva presentato al tavolo negoziale, per l’istituzione di un registro multilaterale di tutela per alcune produzioni di
qualità ad origine geografica.

Ciò rappresenta una minaccia che gli agricoltori europei ed italiani respingono, mettendo in evidenza che, sinora, le spinte verso la globalizzazione e la liberalizzazione dei commerci
agricoli non hanno avvantaggiato i coltivatori dei Paesi poveri, ma il sistema commerciale ed industriale dei Paesi più progrediti.

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