“Zafferano: Sapori e Saperi”, tutte le declinazioni dell’oro rosso

“Zafferano: Sapori e Saperi”, tutte le declinazioni dell’oro rosso

A tutto zafferano. Dal 19 al 20 ottobre a Lastra a Signa la prima edizione della due giorni dedicata all’oro rosso proprio mentre nelle campagne toscane il Crocus Sativus è nella
sua piena e bella fioritura. Promossa dall’associazione “Zafferano delle Colline Fiorentine” in collaborazione con Coldiretti, Campagna Amica, l’Assessorato alla Cultura, Turismo,
Commercio e Sviluppo Economico del Comune di Lastra a Signa e l’Associazione Villa Caruso, sarà la magnifica cornice cinquecentesca del Parco e della Villa di Bellosguardo che furono di
Enrico Caruso, situata sulle colline di Ponte a Signa, ad ospitare “Zafferano: Sapori e Saperi”, la kermesse che celebra e promuove la spezia forse più antica, sicuramente la
più costosa e commercializzata dai tempi dei tempi, venerata per i suoi “poteri” religiosi e curativi nell’Oriente. Necessaria nella quotidianità per colorare vestiti, preparare
unguenti e profumi, questa particolarissima spezia serviva per tingere le bende alle mummie ma anche per abortire grazie alle sue proprietà emmenagoghe.

Dalla cucina alla cosmetica, dalla moda all’arte, dalla profumeria alla medicina, a Villa Caruso appassionati e curiosi avranno la possibilità di scoprire tutti i segreti del Crocus
Sativus, le sue proprietà, i suoi impieghi più diversi attraverso l’esperienza delle aziende agricole e dei protagonisti di una delle più piccole filiere del Made in
Tuscany.

E ancora per conoscere a fondo la profumata spezia, una speciale edizione del mercato di Campagna Amica e tante attività, dagli show-cooking per imparare per esempio a preparare un
risotto allo zafferano impeccabile alle dimostrazioni di cosmetica fino alle lezioni per “distinguere” lo zafferano vero da quello tarocco ed adulterato che molto spesso finisce sulle tavole e
nei piatti a nostra insaputa.

Tra le curiosità la presentazione del primo gelato e della prima birra prodotta con la base di zafferano delle colline fiorentine, degustazioni ed abbinamenti a volte arditi e
originalissimi. A completare il palinsesto un ciclo di convegni di altissimo profilo a cui parteciperanno esperti del settore, docenti, medici e agricoltori per parlare diffusamente per esempio
dello zafferano come “cura” contro le malattie degenerative della retina e delle sue proprietà organolettiche. Per tutti i visitatori la possibilità inoltre di ammirare le mostre
attualmente allestite all’interno della Villa, “Dalla Russia con Amore” e “Gino Bechi” e visitare il Museo.

Tra i 10 cibi più costosi al mondo – è la spezia più cara in assoluto del pianeta – la coltivazione e produzione di zafferano ha ritrovato in Toscana un crescente interesse
ed attenzione da parte del mondo agricolo, in particolare delle donne e dei giovani attirati dalla versatilità di questa particolare spezia e dall’alta resa per ettaro che garantisce una
integrazione al reddito agricolo. In agenda, nel ricco palinsesto, anche dimostrazioni della sfioritura dei pistilli in cui si potranno cimentare i visitatori oltre alla possibilità
preziosa di raccogliere consigli per la coltivazione domestica e la lavorazione fai-da-te. A Villa Caruso il weekend ha il colore del vero zafferano Made in Tuscany.

L’ingresso è a pagamento (3 euro).
Orario di apertura dalle 10.00 alle 19.00.
Per saperne di più su orari, ingresso, location vai su www.toscana.coldiretti.it, www.villacaruso.it e www.zafferanodifirenze.it

 

ZAFFERANO: 20% PRODUZIONE MA 2 RISOTTI SU 3 PREPARATI CON ZAFFERANO STRANIERO, COLDIRETTI CHIEDE PIU’ CONTROLLI SULLA FILIERA
A VILLA CARUSO LA DUE GIORNI DEDICATA ALL’ORO ROSSO

Micro-filiera d’oro: ogni chilogrammo vale 15-20mila euro. In Toscana cresce l’interesse da parte di giovani e donne: 100 imprese ed un fatturato che supera il milione di euro. In aumento
fenomeno contraffazioni, tarocchi e frodi: 80% è importato dall’estero e venduto come prodotto italiano.

Nonostante le ultime settimane particolarmente piovose e le condizioni meteo non proprio ottimali in Toscana si produrrà il 20% in più di zafferano rispetto al 2012. Concentrata
principalmente nell’area fiorentina, nel senese e nel grossetano, la produzione di “Crocus Sativus”, il bel fiore di colore viola da cui si ricava dopo vari procedimenti naturali lo zafferano,
sta trovando in questi anni in Toscana grandissimo interesse ed attenzione da parte del mondo agricolo che grazie all’incredibile rapporto tra superficie impiegata e resa per metro quadrato, ha
investito su questa preziosa coltivazione che vale tra i 15-20 mila euro al chilogrammo. In Toscana le circa 100 aziende agricole con “zafferaneto” produrranno complessivamente, dalla prossima
ed imminente raccolta prevista tra qualche settimana, tra i 60 ed il 70 chilogrammi di vero zafferano toscano per un fatturato complessivo ci circa 1,2 milioni di euro. Una la Dop regionale
dello zafferano riconosciuta: quello di San Gimignano.

La previsione è di Coldiretti e dell’Associazione “Zafferano delle Colline Fiorentine” in vista della kermesse “Zafferano: Sapori e Saperi” dedicata al vero oro rosso italiano in
programma a Villa Berlosguardo, a Lastra a Signa, dal 19 al 20 ottobre che ha l’obiettivo di valorizzare, promuovere e far conoscere una delle micro-filiere toscane più pregiate e le sue
più diverse declinazioni dalla cucina alla cosmetica (per saperne di più su orari, ingresso, location vai su www.toscana.coldiretti.it, www.villacaruso.it e
www.zafferanodifirenze.it). “Le previsioni, ad una prima analisi, sono molto positive malgrado il periodo particolarmente piovoso; – fa sapere l’Associazione Colline Fiorentine che aderisce
alla rete “Zafferano Italiano” – la pianta è sana così come le spate di colore bianco che proteggono i getti da cui spunteranno, in una secondo momento, le foglie ed i fiori.
Avremo un raccolto di qualità e di quantità, in particolare per colore che hanno puntato sulla biennalizzazione del raccolto”.

Sono circa 15 gli ettari destinati a zafferaneto in tutta la regione, pari al 27% a livello nazionale, in aumento rispetto al passato con una media per produzione media aziendale tra 1-2
chilogrammi ed una superfici minima di 100 metri quadrati e massimo 3mila. Utilizzato per scopi alimentari e non solo, purtroppo, proprio come molti dei prodotti di eccellenza del Made in
Tuscany, lo zafferano è imitato, contraffatto, taroccato, “tagliato” o peggio ancora adulterato chimicamente come hanno dimostrato più e più sequestri avvenuti in Italia ed
Europa costituendo un pericolo anche per la salute.

Tra i 10 cibi più costosi al mondo – è la spezia più cara in assoluto del pianeta – secondo l’Associazione Zafferano delle Colline Fiorentine, il 70%-80% dello zafferano
consumato in Italia è importato (Iran è il primo paese) e promosso come prodotto italiano. In pratica 2 risotti alla milanese su 3 sono preparati con zafferano “non italiano”. Una
differenza enorme tra le quantità prodotte in Italia e le quantità importate che è alla base del forte rischio di “italianizzazione” del prodotto di importazione.
L’occasione per rilanciare la battaglia in difesa del vero zafferano partirà proprio da Lastra a Signa con la richiesta da parte di Coldiretti di intensificare i controlli sulla filiera
per garantire i consumatori e i produttori del vero zafferano evitando che il prodotto di importazione venga spacciato per italiano.

 

 

Redazione Newsfood.com WebTv

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