“Zafferiamo”, Città della Pieve in festa in onore della spezia

“Zafferiamo”, Città della Pieve in festa in onore della spezia

Tre giorni di festa in onore di un tesoro color rosso, che poi diventa giallo. Quello tra Città della Pieve e lo zafferano, spezia antica e affascinante che nel cuore dell’Umbria ha trovato il suo habitat ideale, è un legame profondo e affascinante. Ottobre è il mese per eccellenza di quello che un tempo si chiamava “croco”, perché proprio in autunno inizia la raccolta dei fiori: e così dal 19 al 21 la splendida cittadina in provincia di Perugia aprirà le sue porte per “Zafferiamo” l’evento propone lo “Zafferano purissimo in fili di Città della Pieve” in tutte le sue sfaccettature.

A partire dalla gastronomia, ovviamente, con i ristoranti che presenteranno particolari menù a tema; al contempo esperti cuochi che spiegheranno ai visitatori i segreti per il suo corretto utilizzo in cucina, mentre gli operatori commerciali del centro storico offriranno in degustazione delizie ai profumi della spezia: gelati, aperitivi, cocktail, pizze, salumi e, grande novità dell’edizione 2018, i bomboloni allo zafferano. Nel corner allestito in Piazza del Plebiscito i produttori del Consorzio spiegheranno i trucchi per coltivare al meglio il “croco” e proporranno tutta la declinazione dei prodotti che con esso possono essere realizzati. Grande spazio sarà poi dato ai temi della salute e del benessere con un’area dedicata a cura delle Terme di Chianciano: si potranno provare gratuitamente gli esclusivi trattamenti per il viso in cui le proprietà dello zafferano ben si sposano con quelle delle acque termali.

I visitatori scopriranno che dalla cucina ai tessuti, fino alla pittura, alla cosmesi, i possibili utilizzi dello zafferano sono molteplici e affondano le proprie radici in un passato lontano; per questo motivo a Città della Pieve la spezia non rappresenta solo un prodotto agricolo: le sue tonalità di colore e i suoi profumi vanno ad intrecciarsi con la sua storia e la sua arte, fino a costituirne un’essenza. Impiegata sin dall’antichità, la pianta fu chiamata “croco” prima dai Greci, poi dai Romani e ancora nel corso di tutto il Medioevo; gli Arabi la diffusero in Spagna e a loro si deve il nome attuale, che deriva dal persiano “safra” (giallo), passato nell’arabo “za’faràn” e quindi nello spagnolo “azafran”.

Nei tre giorni di “Zafferiamo” non mancheranno laboratori per la tintura con lo zafferano di tessuti e filati, oltre alla mostra di pizzi e ricami realizzati con la particolare tecnica del Punto Perugino; sarà possibile partecipare a dimostrazioni e laboratori di pittura con la tecnica dell’acquarello per ottenere, dallo zafferano infuso, tutte le tonalità dell’oro rosso. Partecipando al laboratorio di cucina “Mani in pasta”, si scopriranno tutti i segreti della pasta fatta a mano allo zafferano, da gustare anche in abbinamento al pesce, alla fagiolina del Trasimeno e all’aglione della Valdichiana.

Sabato 20 e domenica 21 ottobre, partendo alle 9.30 da Piazza Plebiscito i visitatori saranno accompagnati attraverso un percorso alla scoperta della maglia urbana medievale della città fino al nuovo zafferaneto urbano, realizzato dai produttori nell’antico “Orto del Seminario”; qui esperti del Consorzio spiegheranno le caratteristiche e le tecniche produttive per poi procedere alla raccolta dei fiori, alla sfioratura e all’essiccazione del prodotto: si potranno così conoscere tutte le fasi che vanno dalla raccolta nei campi al prodotto finito. Sabato alle ore 17 in Piazza Matteotti è in programma anche il concerto di Luca Pirozzi e Leonardo Marcucci.

Gusto e qualità dei prodotti, insomma, si intrecceranno con la storia e le bellezze di Città della Pieve, adagiata a 500 metri di altezza su un colle che domina la Val di Chiana e il Trasimeno. Libero comune dal 1228 sotto la protezione dell’imperatore Federico II di Svevia, diede i natali nella metà del XV° Secolo al suo figlio più illustre, Pietro Vannucci detto Il Perugino, che ha regalato alla città una serie di gioielli di inestimabile valore: è il caso dell’affresco raffigurante “L’adorazione dei Magi” conservato nella chiesa di Santa Maria dei Bianchi, e altre opere conservate nella Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio e nel Museo civico-diocesano ospitato nell’ex chiesa di Santa Maria dei Servi. Senza dimenticare gli altri gioielli della cittadina come la Rocca, il Palazzo della Corgna, il centro storico con le sue Vie dei Cavalieri e Vie dei Pedoni e la “Tomba di Laris”, meraviglioso reperto etrusco considerato una delle cinque principali scoperte archeologiche del 2015.

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