Donji grad la Zagabria della Citta’ bassa

 

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Dopo la tappa obbligata alla Città alta, è il turno della Zagabria mitteleuropea, realizzata tra fine 1800 e inizio 1900 sul modello viennese, con costruzioni in stile austro-ungarico viali, parchi e monumenti

ZAGABRIA- tetti

ZAGABRIA- tetti

di Maurizio Ceccaioni

Due giorni per visitare la capitale croata, non sono sufficienti per apprezzarne tutte le sue potenzialità. Perché Zagabria ha da offrire ai visitatori ben più di quanto si può vedere sui dépliant.

Immagini che possono essere accattivanti, ma non restituiscono il colore e il calore della gente, per le strade antiche e i vicoli di Gornij grad, o nei lunghi e ampi viali della Zagabria moderna, nata ai piedi della Città alta tra fine XIX secolo e i primi del 1900: Donij grad.

Con una struttura urbanistica nettamente distinta dalla Zagabria delle origini, la Città bassa risente molto dei due secoli di dominazione asburgica. Lungo le vie è difficile non vedere quanto abbia contato il peso dell’influenza mitteleuropea, con quegli edifici, viali, parchi e giardini, che ricordano Vienna o Budapest.

ZAGABRIA PIAZZA BANO JOSIP JELACIC

ZAGABRIA PIAZZA BANO JOSIP JELACIC

 

La parte più interessante va dalla Illica, la via più lunga di Zagabria ai piedi della Città alta, fino alla zona di piazza re Tomislao, dov’è la Stazione ferroviaria centrale, la principale del Paese. Qui molte aree sono pedonali, come la più conosciuta piazza di Zagabria, quella del Bano Josip Jelačić (ex piazza della Repubblica). Bella ed elegante, fu sede di fiere, botteghe artigiane e mercato. Al centro, la statua equestre in bronzo dedicata all’eroe nazionale di origini serbe, Josip Jelačić di Bužim, la cui immagine si trova anche sulla banconota da 20 Kune. Sul lato destro della piazza, attorniata dalla gente, la fontana Manduševac, da cui zampilla l’acqua di una sorgente storica che dissetò Zagabria fino al XIX secolo.

ZAGABRIA- FONTANA MANDUSEVAC

ZAGABRIA- FONTANA MANDUSEVAC

 

Secondo i racconti popolari, pare che questo fosse un punto d’incontro delle streghe locali. Nei secoli bui dell’Inquisizione, a Zagabria furono arse vive 250 donne ritenute tali, come riportato dalla scrittrice e giornalista Marija Juric Zagorka, nei romanzi sulla “Strega di Grič”.

La piazza è un affollato punto d’incontro di zagrebini e turisti, ma quello che colpisce più della gente e dei colorati palazzi che la contornano, è l’andirivieni dei tram azzurri della Zagrebački Električni Tramvaj (Zet), l’azienda dei trasporti.

ZAGABRIA VIA ILLICA

ZAGABRIA VIA ILLICA

Un flusso continuo che impone molta attenzione ad attraversare i binari o a camminare lungo la Illica, magari intenti a guardare le vetrine lucenti, tra turisti distratti e gente frettolosa che va al lavoro. Anche se non mancano autobus e taxi, questo è il mezzo più usato da cittadini e turisti, con una rete tramviaria che vorremmo vedere specie a Roma, con 17 linee diurne e 4 notturne: frequenti e puntuali.

 

ZAGABRIA IL SOLE

ZAGABRIA IL SOLE

Al numero 3 di via Bogovičeva, di fronte all’Ambasciata Svizzera, una scultura di Ivan Kožarić rappresenta il Sole. La grande sfera color oro, deturpata da firme, disegni e adesivi vari, è il cuore di “Vista Nina”, installazione dell’artista Davor Preis, che si rifà al sistema solare, coi pianeti, sparsi in tutta la città, di difficile localizzazione senza una guida. Andando verso piazza Petar Preradović (piazza dei Fiori), sul palazzo della Banca di Zagabria, un bassorilievo in bronzo ricorda Pluto, cane adottato dagli operai del palazzo in costruzione, ucciso dai ladri.
Nel 1899, l’opera fu messa inizialmente nel cortile interno, ma dal 2013 è lì grazie all’impegno del gruppo Facebook, «Perché io amo Zagabria».

ZAGABRIA GALLERIA L'OTTAGONO

ZAGABRIA GALLERIA L’OTTAGONO

 

La parte ottagonale con il soffitto a vetri colorati in stile Liberty, al centro della galleria commerciale da cui prende il nome, è il cuore dell’edificio realizzato dall’architetto Josip Vancaš a fine XIX secolo. Collega piazza dei Fiori alla Ilica e le ricche vetrine interne dell’Ottagono, mostrano gioielli, abiti e cravatte, accessorio nato proprio in Croazia.

 

Il cinema-teatro Europa è un ricordo della Bella époque e, ripensando che da noi cinema e teatri sono diventati sale da gioco, si rimane incantati a vedere l’arredo interno che ricorda gli anni 60-70, con immagini in bianco e nero alle pareti e salottini vintage, come il televisore e la radio-giradischi.

In un angolo prima della sala, una vecchia carrozzina bianca ricorda quella delle scale del film, “La corazzata Potëmkin”. Risaltano le poltrone in velluto rosso, stucchi e legno su pareti e soffitto. Fuori in via Varsavia, tra i tavoli all’aperto, la statua in bronzo di uno dei principali poeti croati, Tin Ujevic, con il largo cappello in testa e l’abbondante cappotto.

ZAGABRIA-SORELLE BAKOVIC

ZAGABRIA-SORELLE BAKOVIC

 

 

I busti delle sorelle Baković, con piccole corone al collo, spuntano nel passaggio a loro dedicato accanto all’Europa.

Ricordo per due eroine della resistenza croata, assassinate a 21 anni dai filonazisti di Ante Pavelić.
Aggirandosi per le vie, tra via Preradovica e la Masarykova s’incontra la statua in bronzo d’uomo in atteggiamento riflessivo. È Nikola Tesla, scienziato croato di fama mondiale che con le sue invenzioni ha reso possibile l’uso dell’energia elettrica in corrente alternata nella nostra vita quotidiana.

 

ZAGABRIA-VINIDOL

 

A pochi passi da qui, in via Nikola Tesla 10, c’è il ristorante Vinodol (www.vinodol-zg.hr/it/), dove abbiamo mangiato i tipici strukli (ravioli di sottile pasta sfoglia ripieni di ricotta, coperti da abbondante formaggio e ripassati al forno) e gli immancabili piatti a base di carne (specie di d’agnello), con ottimo merlot croato, gustosissimi dolci tradizionali e un servizio impeccabile.

 

Zagabria è da sempre una città multiculturale dove, specie prima della guerra del 1991-95, vivevano assieme croati, serbi, cechi, bulgari e italiani.

Oggi i segni di queste influenze multietniche, si ritrovano specie a livello religioso. Oltre a chiese cattoliche come la Cattedrale, quella di San Marco o quella barocca di Santa Caterina, qui si rispetta qualsiasi credo religioso. In piazza dei Fiori, dove un tempo c’era la chiesa di Santa Margherita, dal 1866 c’è la cattedrale ortodossa della Trasfigurazione del Signore.

ZAGABRIA PIAZZA DEI FIORI

ZAGABRIA PIAZZA DEI FIORI

 

La sinagoga si trova in piazza Ivana Mažuranićev, ma fino al 1942, in via Praška c’era la Grande Sinagoga di Zagabria. Costruita nel 1867 in stile neo moresco, era il centro della vita ebraica nella capitale croata. Fu assaltata e distrutta dai fascisti di Ante Pavelic.

Non ne rimangono che pochi frammenti e un modellino nel museo cittadino. In quel luogo ora c’è un ampio parcheggio. La più grande Moschea della Croazia sta a Zagabria. Terminata nel 1987, si trova in via Tomašićeva e fu realizzata coi gli aiuti degli Emirati arabi uniti.

ZAGABRIA BANCHI DEI FIORI

ZAGABRIA BANCHI DEI FIORI

Ma il tempo corre e nei due giorni a disposizione non si sono potuti vedere che di sfuggita gli splendidi parchi, il Giardino botanico, il Teatro Nazionale di Zagabria e i tanti musei come il Mimara, l’Archeologico, la Galleria Strossmayer. Avremmo voluto fare un’escursione nei castelli e fortezze attorno a Zagabria, come Medvedgrad, Susedgrad e Zelingrad, ma girare per questa bella città, ordinata e pulita, fa sì che il tempo passi in fretta. Sarebbe imperdonabile non ritornare, specie sotto Natale, perché c’è ancora tanto da vedere e gustare. Ma all’Hotel Dubrovnik (www.hoteldubrovnik.hr) ci aspettano cena. Prossima tappa la regione di Krapina e dello Zagorje.

Info:

Ente nazionale croato per il turismo (www.htz.hr);
Ufficio turistico Zagabria http://www.infozagreb.hr
Ambasciata Italiana, Medulićeva 22, Zagabria

Tel. +38514846 386, Email: [email protected]

 

Maurizio Ceccaioni
Inviato Speciale
Newsfood.com